Maggioranza senza quid in Parlamento

di Gaetano Pedullà

Il partito che esprime il Presidente del Consiglio ed è azionista di riferimento della maggioranza esce con le ossa rotte da uno dei soliti giochetti di Palazzo. La guida della Commissione Affari costituzionali, da dove passerà (quando passerà) la nuova legge elettorale è andata a un alfaniano, tale Salvatore Torrisi, del quale devono conoscerne le opere giusto i parenti stretti. Al suo posto il Pd aveva designato Giorgio Pagliari, fino a ieri altro peones con il vantaggio di essere però un renziano doc. Con sprezzo degli ordini di scuderia la maggioranza della Commissione ha mollato l’unto dall’ex premier e dato una sveglia a Gentiloni. Matteo si è fatto le nomine pubbliche da solo? Decide tutto per conto suo? Ha lasciato al suo destino l’ormai superfluo Verdini? Bene, quando cerca i voti in Parlamento sappia che non li ha più. E dove non può arrivare obbligando al solito voto di fiducia andrà sempre sotto. Un segnale che lascia capire come l’Esecutivo ologramma del precedente abbia le mani legate. E fino alla prossima legislatura farà poco e niente. Esattamente quello che non serve a un Paese bloccato come il nostro.

 

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Non è questa la Manovra che ci serve

Il premier Gentiloni aveva promesso che la nuova Legge di stabilità non avrebbe portato nuove tasse e così è stato. Bene, bravo, ma non chiediamo il bis. Non mettere nuove tasse su un Paese che cresce poco era il minimo sindacale. Un premio sarebbe stato toglierci qualcuna delle tante, troppe, imposte che abbiamo. Accontentiamoci allora…

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Se il lavoro fa paura alla scuola

Se la voglia di studiare è poca, figuriamoci quanto desiderio c’è di lavorare. Meglio, molto meglio, prendere un po’ d’aria fresca portando in piazza la più insensata delle proteste, come hanno fatto venerdì centinaia di studenti in molte città italiane. Obiettivo delle manifestazioni era l’alternanza scuola lavoro, ossia il principale appiglio con una possibilità reale…

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Una batosta Milanese per Davigo

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Finanziaria, un’occasione sprecata

La ricreazione in Europa sta finendo e tra pochissimo sarà più chiaro a tutti quanto costa non aver fatto sul serio i compiti a casa, cioè nel nostro caso le grandi riforme. Questione di ore, la Merkel tornerà pienamente in sella con un nuovo governo, e ci sarà chiesto conto di come abbiamo usato la…

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Padoan non pensa in grande

La campagna elettorale irrompe nella legge di bilancio e le anime della Sinistra se ne vanno in ordine sparso. Il Pd fa il cireneo portandosi in spalla la croce di una finanziaria scialba, Pisapia si accontenta della promessa che non ci saranno mance elettorali e si allinea al Governo, i D’Alemiani di Mdp non votano…

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L’illusione dei gusci identitari

Se l’Unione europea non fosse solo un’espressione geografica, molto peggio di come Metternich giudicava il pulviscolo dei nostri staterelli per buona parte dell’800, la lezione catalana l’avrebbe capita, eccome! Due milioni e mezzo di persone che vanno a votare a un referendum fuffa, fregandosene che è incostituzionale e sfidando i manganelli, non possono essere derubricati…

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Ci sono voluti più tempo e più mal di pancia del previsto – perché anche i nostri parlamentari hanno una coscienza – ma alla fine ieri sera alla Camera è arrivato il via libera in Commissione alla nuova legge elettorale. Il percorso della riforma, ormai nota come Rosatellum, dal nome del capogruppo dem Ettore Rosato,…

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Una lezione che tutti conoscono

Non diamo per scontate le condanne dei professori arrestati o indagati nell’ultimo grande scandalo sull’università italiana. Gli interessati si difenderanno nel processo e La Notizia a differenza di altri giornali di denuncia non deroga sul principio che si è tutti innocenti fino a una sentenza in cui si dica il contrario. Il coperchio che hanno…

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