Massacrato lo spirito della Legge

di Gaetano Pedullà

di Gaetano Pedullà

Brutti segni all’orizzonte. Se non vogliamo credere che il povero Stefano Cucchi sia morto di raffreddore, dobbiamo arrenderci all’evidenza: la nostra giustizia fa acqua da tutte le parti. E a confermarlo – insieme alla sentenza che assolve tutti gli imputati per il decesso del giovane dopo l’arresto – proprio ieri sono arrivate altre due decisioni che sconcertano. La prima è la prescrizione per la casa di Scajola pagata a sua insaputa. La seconda è la condanna all’ex amministratore del MontePaschi, Giuseppe Mussari, quando però la banca è ormai bella che andata, purtroppo insieme ai risparmi di chi ci aveva investito sopra. Con una Giustizia così – inefficace, iniqua e tardiva – è naturale che i cittadini perdano fiducia nel Diritto e nel senso stesso della Legge. Volessimo consolarci con la politica, che da anni fa a pugni con la magistratura per riformare il sistema, dobbiamo constatare che se Atene piange Sparta non ride. Il governo della rottamazione e della promessa solenne di premiare il merito ieri ha fatto spazio a un ministro degli esteri che all’estero è molto se c’è andato qualche volta in vacanza. Con questi segni non meravigliamoci se poi la gente non crede più in niente.

Commenti

  1. Ninny

    POVERA ITALIA…..UNA GIUSTIZIA DA PAESE DEL TERZO MONDO MAGISTRATI CREDIBILITÀ ZERO ALTO TASSO DI CORRUZIONE SOPRATUTTO NELLE FORZE DELL’ORDINE NELLA MAGISTRATURA POLITICI INSOMMA UN LETAMAIO COME PUÔ CAMBIARE UN PAESE MESSO MALE IN QUESTO MODO MOLTO MEGLIO UN DITTATORE COME MUSSOLINI A MORTE TUTTI I LADRI DEL POPOLO MA TUTTI E RICOMINCIARE A RICOSTRUIRE IL PAESE COL CAMBIO DI MENTALITÀ PERCHÉ IL PESCE PUZZA DALLA TESTA FINO ALLA CODA LO STATO É MARCIO.

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