Mezzogiorno, l’ulima presa in giro

di Gaetano Pedullà

Il Mezzogiorno può attendere. La direzione Pd che doveva consegnarci miracolistiche ricette per far ripartire il Sud è finita nella solita passerella di dirigenti e governatori. Fiumi di parole e nessun fatto concreto. Unica novità: a settembre quando il Partito avrà preso atto del problema ci tirerà fuori un bel masterplan. Tradotto: l’ennesimo progetto, con una definizione inglese (che fa più figo) pieno di cose da fare e che chissà perché nessuno ha fatto. Ma l’assurdità, oltre ai concetti banali sentiti ieri, è che al Pd serva ancora tempo per predisporre un piano. Come se la questione meridionale fosse una tegola caduta in testa all’improvviso. Dall’unità d’Italia a oggi questo Partito dove ha vissuto? Per questo l’improvvisa attenzione verso la metà del Paese ormai in ginocchio da decenni sa terribilmente di presa in giro. Una sceneggiata servita al premier per dare un contentino ai governatori eretici e smentire i Saviano di turno che accusano la politica nazionale di aver dimenticato il Sud. Regioni prese da sempre per il culo. La pantomima di ieri ce la potevano davvero evitare.

 

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