Non ci sono i leader di una volta

di Gaetano Pedullà

È incredibile come in un’epoca di grida e risse su tutto le parole più incendiarie possano essere pronunciate con la pacatezza di un signore come Graziano Delrio. Il suo partito, il Pd, aveva deciso di fare dello Ius Soli una bandiera. Renzi si è speso in lungo e largo per spiegare che riconoscere gli stessi diritti di tutti gli italiani ai figli di immigrati nati nel nostro Paese è una conquista di civiltà.

La destra che non pensa ad altro che alle elezioni dietro l’angolo si è avventata contro la legge, confondendo le acque e drenando consenso grazie alla paura cresciuta nelle ultime settimane per alcuni terribili fatti di cronaca provocati da immigrati. Il Pd ha avuto ancora più paura di perdere gli stessi voti e la norma è affondata, arrivando a fare ammettere al capogruppo dem Zanda che la maggioranza in Parlamento non ha i numeri per andare avanti sul provvedimento. Cose che in altre epoche e con altri Presidenti della Repubblica avrebbero quanto meno obbligato il segretario del maggiore partito di governo ad andare al Quirinale e spiegare come cacchio fa l’Esecutivo a guidare il Paese.

Un epilogo che pone per la millesima volta una domanda: le classi dirigenti hanno il dovere di guardare lontano e guidare di conseguenza un Paese verso il futuro o devono limitarsi ad assecondare la pancia degli elettori? Se in Italia avessimo classi dirigenti lungimiranti non perderemmo un minuto per porci la questione. Ma di leader di tale spessore non se ne vedono troppi in giro.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Non dateci un leader di cartapesta

Ieri i click sul computer per i 5 Stelle, oggi e domani i banchetti della Lega. Il nuovo bon ton della democrazia impone che qualche decimale dei milioni di elettori dei partiti decidano per tutti. I cittadini si sentono più coinvolti e i leader più forti. In realtà i primi fanno solo da spettatori ai…

Continua

Dopo lo spread, il calo di Mps. E Padoan usa i mercati per affossare l’intesa tra Lega e M5S

I mercati continuano a dare segni di nervosismo e lo spread che ci fa pagare più interessi sul debito pubblico prosegue la sua corsa. Si tratta di una evidente ritorsione dei nostri creditori contro la nascita di un Governo Lega-Cinque Stelle che vuole ridiscutere su parte delle esposizioni finanziarie dello Stato. Un’ingerenza vergognosa sul nostro…

Continua

Un Paese ostaggio dei mercati

Opss… l’hanno fatto di nuovo. I grandi finanzieri che possono vendere i nostri titoli di Stato per miliardi hanno ricominciato a bastonarci con lo spread. Un film già visto nel 2011, quando i mercati proprio con questo espediente licenziarono l’ultimo Governo Berlusconi, consegnandoci attraverso il presidente Napolitano al salasso del successivo premier Mario Monti. In…

Continua

Bruxelles che ci umilia si suicida

Se c’erano perplessità sulla nascita di un governo tra le due forze politiche con più consenso oggi nel Paese, degli oscuri burocrati europei ci hanno tolto ogni dubbio. Chi ancora si illude che l’Unione sia una comunità tra Stati con gli stessi diritti prenda atto che a Bruxelles pensano tutta un’altra cosa. L’Italia non solo…

Continua

Una chance a M5S e Lega è doverosa

Diciamolo: la gente della strada vuole vedere all’opera Di Maio e Salvini. Non saranno i personaggi più raffinati e politicamente corretti che conosciamo ma proprio il loro populismo li ha fatti diventare un fedele specchio del Paese. Naturale che dal vecchio establishment politico ed economico sia partito il fuoco di sbarramento. Meno comprensibile è il…

Continua

Ora si può parlare di riforme

Paradossi della politica: ci volevano i Cinque Stelle per fare di Berlusconi uno statista a cui per la prima volta diranno grazie tutti. Accettando il passo indietro imposto da Di Maio, il Cavaliere permetterà la nascita dell’unico Governo possibile con le forze parlamentari che abbiamo. Un Esecutivo di impronta populista, sicuramente più in sintonia con…

Continua

Basta rischi sui servizi pubblici

L’autobus che brucia in pieno centro a Roma è l’immagine perfetta di come è ridotta la città. I servizi pubblici sono in una condizione di degrado mai vista. Chiariamo subito: la colpa di tutto questo non è solo del sindaco Raggi e della sua parte politica, che in quasi due anni portano a casa risultati…

Continua

La strada che riporta alle urne

Vediamo se tocca perdere una scommessa e pagare dazio per aver assicurato a destra e manca che i nostri neoeletti parlamentari col cavolo segheranno l’albero sul quale si sono appena seduti. Abituati come siamo a vedere lapidata la coerenza verso gli elettori con menate varie – tipo ce lo chiede l’Europa – non avevamo ben…

Continua

Vanno sentite le basi o è un golpe

Verrebbe da dire: “contento lui..”. La missione del presidente della Camera Roberto Fico conclusa a suo parere con esito positivo, di fatto non porta a casa niente, se non due partiti mai stati tanto divisi al loro interno. I Cinque Stelle, dove uno varrebbe uno, ma poi nei fatti contano due – Grillo e Casaleggio…

Continua

La coerenza o il potere, che derby nel Pd!

Quando non c’è amore più grande del potere pure la dignità può diventare un optional. Nel Pd ancora a trazione renziana, asserragliato da quasi due mesi sull’Aventino e finora graniticamente contrario a qualunque accordo con i Cinque Stelle, l’incarico dato dal Capo dello Stato a Fico mette il partito davanti a un bivio: accordarsi con…

Continua