Odiatori di professione sui migranti

di Gaetano Pedullà

Se io fossi…
se io fossi un migrante che dall’Africa è arrivato in Europa per dare una speranza a una vita disperata, ringraziando il mare per ogni onda che non mi ha fatto naufragare…
Se io fossi un bambino nero o giallo diventato uomo in una culla di bellezza come l’Italia…
Se io fossi una badante che cambia il pannolone agli amati nonni di tante persone che non hanno tempo e voglia di farlo…
Se io fossi un lavoratore trattato come una bestia in un campo di pomodori o in un mercato dove i muscoli hanno bisogno di farsi aiutare dall’anima per sostenere quei pesi troppo gravi…
Se io fossi un sognatore, che vagheggia di un mondo dove c’è un’opportunità per tutti, che non distingua gli esseri umani per il luogo da cui arrivano o per il colore della pelle…
Se io fossi un piccolo americano che ha gioito per il piano Dreamers di Obama o un giovane italiano in attesa dello Ius Soli…
Se io fossi tutto questo sarei sgomento nel vedere tanti odiatori di professione curare un mondo dove ogni schiaffo è poca cosa rispetto al dolore di lasciare una casa da cui non ho avuto scelta se non scappare.

  • honhil

    Nessuno odia i migranti, in sé e per sé. Chi tra gli italiani non ha avuto un migrante in famiglia, alzi la mano? Dopo la conta, per quante possano essere le mani alzate, farebbero quasi certamente parte di una minoranza, chi non ha mai conosciuto, anche per semplice sentito dire, come è «duro lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale». L’odio, ma sarebbe sicuramente più esatto dire la rabbia, che serpeggia lungo tutto lo Stivale, non è per chi arriva, ma verso questo stato di cose. E’ verso questo Governo. E’ verso queste istituzioni, con in testa le prime quattro cariche dello Stato. E’ verso i cosiddetti democratici che, per semplice ideologia e interesse di partito, essendo sempre quella la coperta, muovono coscientemente a testa bassa contro le famiglie italiane meno abbienti e gli stessi emigranti. Costringendo quelle e questi, in nome della Costituzione e della fratellanza dei popoli e di un multiculturalismo che storicamente è fallito in ogni parte del mondo dove si è pensato di sperimentarlo, a vivere in un degrado sempre più diffuso. Con in più la disperazione di non condividere tradizioni, usci, costumi, religione ed esperienza di vita. Due mondi completamente diversi. Ma contrariamente a quanto accadeva ed accade per i nostri emigranti, chi arriva non è per niente intenzionato ad integrarsi. E non arriva mai in punta di piedi. Anzi pretende d’imporre e da subito la proprie convinzioni religione e di vita. Tuttavia, se poi si vuole proprio parlare degli “odiatori di professioni”, allora, che si cerchino in entrambe le sponde della politica. E se ne troveranno a bizzeffe. Anche perché qui la prima leva che muove la politica è l’odio. Il calvario di Berlusconi docet.

 

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