Partito zoppo il presidente è già scivolato

di Gaetano Pedullà

L’inchiesta è piena di parti oscure. Di presunte vittime che diventano sicuri complici, di favori incriminati che però non ci sono mai stati, di reticenze. Il minimo sindacale di garantismo – merce rara in questo Paese – imporrebbe perciò di attendere le conclusioni della magistratura. Nella vicenda De Luca c’è però anche dell’altro: il peccato originale di una candidatura azzoppata dai vincoli della Legge Severino e ciò nonostante avallata dal Pd di Renzi, consapevole di avventurarsi in un campo di battaglia. Che se lo meriti o no, su questo campo il governatore si è preso una bella schioppettata e ora dal suo stesso partito non si vedono arrivare rinforzi e barellieri. Come avvenuto a Roma, il rapporto politico non c’è più. E Marino caduto sulla buccia di banana di qualche cena messa in conto al Campidoglio è la controfigura di un presidente di Regione forse altrettanto capace di giustificarsi, ma indipendentemente da ciò ormai isolato e perciò non più in grado di governare. In democrazia il consenso è tutto, ma se questo consenso è arrivato grazie a chi successivamente lo rivuole indietro, far finta di nulla non è democratico. È ipocrita.

 

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Più rispetto per sperare nel Colle

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Come si dice in arabo gratitudine?

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Dopo l’inchiesta di Fanpage.it si accetti l’agente provocatore

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Un piano B alla Rai per Parisi

Nell’intervista di ieri al Corsera il candidato del Centrodestra Stefano Parisi non ha mostrato dubbi: l’avversario da battere per la presidenza della Regione Lazio è solo l’uscente Nicola Zingaretti; Pirozzi non si sa chi rappresenti e la Cinque Stelle Lombardi senza i voti degli elettori moderati non avrà il successo della Raggi. Ben per lui…

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L’illusione dei candidati perfetti

Ma come li hanno scelti i candidati alle elezioni? Solo per la loro dabbenaggine i Cinque Stelle dovrebbero farsi qualche domanda in più su regole interne e capacità di selezionare una classe dirigente in grado di governare. Il caos delle Parlamentarie era apparso subito chiaro, ma da Di Maio in giù era stata promessa una…

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L’Italia paga l’autobus ai tedeschi

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Se l’onestà diventa un autogol

Molti elettori (non solo Cinque Stelle) neppure sanno chi era Pietro Nenni, lo storico leader socialista che certificò in modo lapidario come facendo a gara per chi è più puro, è facile che salti fuori qualcuno ancora più puro che ti epura. Un rischio che il Movimento fondato da Grillo corre deliberatamente sin dalla nascita,…

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Toghe sporche e depistaggi. Siamo una Repubblica fondata sull’intrigo

Nel nuovo terremoto giudiziario tra Roma e Messina, come nella vicenda Consip, non si capisce da che parte stanno anche i piani più alti dello Stato. Siamo diventati una Repubblica fondata sull’intrigo? A quanto pare sì. L’inchiesta che scoperchia un sistema di potere capace di pilotare affari per centinaia di milioni, provando persino ad aggiustare…

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Wall Street ci sta avvisando

La ricreazione sta finendo. E la caduta secca di Wall Street, solo ieri andata giù di sei punti, ci avvisa che dobbiamo prepararci a tempi duri. Insieme alla crescita economica, gli Stati Uniti hanno visto salire gli stipendi e con questi anche i prezzi dei beni di consumo e l’inflazione. La conseguenza è che la…

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L’Italia delle riforme impossibili

Fare le riforme in Italia non è difficile, come dice il ministro Franceschini. È impossibile. E chi dice il contrario mente sapendo di mentire, a meno di voler considerare riforme quei brodini annacquati che ci propinano da anni, spesso spacciati per grandi cene gourmet, come nel caso del Jobs Act, giusto per citare il fiore…

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