Periferie, bombe a orologeria

di Gaetano Pedullà

di Gaetano Pedullà

Marino, per ora, salva la poltrona. La rivolta del quartiere di Tor Sapienza – che insieme a una brutta storia di multe non pagate ha rischiato di farlo cadere dal Campidoglio – finisce con una resa: nel centro di accoglienza per rifugiati preso di mira dai residenti resteranno solo donne e bambini. Aspettiamo che se ne accorgano negli altri quadranti della Capitale (o di qualunque altra città) assediati da criminalità e degrado, e di incidenti come quelli di Tor Sapienza ne vedremo chissà quanti. Sorti politiche di Marino a parte, gli incidenti hanno mostrato quanto sia esplosiva la situazione nelle nostre periferie. Roma come Milano, dove pure ieri militanti di centri sociali, disoccupati, occupanti abusivi di case popolari, disperati di ogni tipo hanno cercato lo scontro con la polizia. Nei loro quartieri la legge che conta non è quella dello Stato. Una perdita della sovranità nazionale che dopo i Bronx di Napoli o di Palermo si è estesa pure alle difficili terre di confine delle maggiori città. Questa miscela di povertà, rabbia, assoluto disprezzo dell’autorità pubblica è una bomba che in Francia abbiamo visto esplodere nelle banlieue. E Parigi non è lontana.

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