Perseguitare il Cavaliere ne fa un eroe

di Gaetano Pedullà

I processi a Berlusconi non finiscono mai. Che lo riteniate un santo o il male assoluto, non si sfugge dal fatto che un Paese civile non può tenere quattro tribunali e altrettante Procure impegnate otto anni per gli affari di letto di un signore che oggi di anni ne ha 81.

Un caso giudiziario che avrà pure i suoi appigli nei codici, ma che a gran parte dell’opinione pubblica ormai appare come una persecuzione, oltre che uno spreco intollerabile di risorse pubbliche. Il Cavaliere ha davvero corrotto le sue raffinate ospiti e i testimoni della cene eleganti? Se fosse vero vorrebbe dire che ha sborsato tanti di quei soldi che la condanna se l’è già data abbondantemente da sé. Visto però che amore con amor si paga, dal versante di Forza Italia si inventa di tutto per non darla vinta ai giudici, e adesso si scopre che c’è un modo per scavalcare la lentezza della Corte europea dei diritti dell’uomo, e se arriverà un giudizio positivo anche i vincoli della legge Severino. Col nuovo sistema elettorale c’è infatti la possibilità di far dimettere in qualunque momento un peones e andare a nuove elezioni nel singolo collegio rimasto libero. Così, se Strasburgo restituirà a Berlusconi il diritto a candidarsi, anche molti mesi dopo le prossime Politiche si potrà riportare il Cavaliere in Parlamento.

Non è la stessa cosa che averlo leader candidato della coalizione a marzo prossimo o quando si andrà tutti a votare, ma si sarà riparato un effetto della Severino. Mentre non si riparerà il senso stesso della Giustizia violato da una interminabile persecuzione giudiziaria.

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