Prepariamoci a vent’anni di Renzi

di Gaetano Pedullà

Chi vuole la scissione perisce alle urne. Non ha fatto giri di parole Matteo Renzi per avvisare i naviganti sulla sponda sinistra del suo stesso Pd. L’esperienza greca insegna: l’opposizione a Tsipras (e a una linea morbida con l’Europa) non ha piazzato un solo uomo in Parlamento mentre il premier adesso può governare senza il fastidio di una minoranza interna. Bersani, Cuperlo, Chiti e tutti gli altri che contestano il segretario dem vogliono fare la stessa fine? Renzi oggi più che mai non ha paura del voto, e se la riforma (bruttissima) del Senato non passerà non sarà certo lui a opporsi alle urne. Certo, ci sono gli accordi che non prevedono la fine anticipata della legislatura o la stessa incognita Mattarella. Ma tutto passerebbe in secondo piano in caso di grave instabilità: l’unica cosa che i mercati assolutamente non vogliono. Se Renzi è così forte oggi, la Sinistra Pd e quel che resta nel campo dei moderati di Centrodestra non vogliono nemmeno pensare cosa potrà fare con la riforma elettorale e i poteri accentrati in una sola Camera. Per questo la minoranza Pd ieri è uscita dalla direzione. Sapendo che però oggi non ha davvero dove andare.

 

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Dopo l’inchiesta di Fanpage.it si accetti l’agente provocatore

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Toghe sporche e depistaggi. Siamo una Repubblica fondata sull’intrigo

Nel nuovo terremoto giudiziario tra Roma e Messina, come nella vicenda Consip, non si capisce da che parte stanno anche i piani più alti dello Stato. Siamo diventati una Repubblica fondata sull’intrigo? A quanto pare sì. L’inchiesta che scoperchia un sistema di potere capace di pilotare affari per centinaia di milioni, provando persino ad aggiustare…

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Fare le riforme in Italia non è difficile, come dice il ministro Franceschini. È impossibile. E chi dice il contrario mente sapendo di mentire, a meno di voler considerare riforme quei brodini annacquati che ci propinano da anni, spesso spacciati per grandi cene gourmet, come nel caso del Jobs Act, giusto per citare il fiore…

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