Processi lunghi una vita

di Gaetano Pedullà

Sotto sotto la battaglia è tutta politica. I relatori della legge che contiene i nuovi termini per la prescrizione dei reati, appartenenti alla minoranza dem, tirano fuori un emendamento per allungare i tempi. Idea che piace ai Cinque Stelle, pronti a votare la norma, ma che manda su tutte le furie i centristi di Alfano e Verdini. Così con un colpo solo la minoranza Pd mette in difficoltà Renzi e fa balenare lo scenario di una maggioranza parallela con il Movimento di Grillo che incrina profondamente i rapporti tra Renzi e gli alleati, a partire dall’imbarazzante Ala.

Tatticismi della politica – niente di nuovo – giocati però sulla pelle di migliaia di persone. Con i processi che oggi possono durare una vita, lasciar pendere un giudizio per anni significa ammazzare chi è finito nel tritacarne. In mezzo ci saranno autentici banditi, ladri e corruttori, ma certamente anche persone che dal giudizio si attendono correttamente l’assoluzione. Senza scomodare i più elementari principi garantisti, queste persone hanno diritto a non farsi rubare l’esistenza per colpa dalle misere scaramucce della politica.

 

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