Referendum. Ecco come andrà a finire

di Gaetano Pedullà

In questi giorni la domanda fissa a un direttore di giornale è sempre la stessa: come finisce col referendum? Nessuno ha la sfera di cristallo e al momento possiamo attenerci giusto ai sondaggi che vedono di poco in testa il No alla riforma Renzi-Boschi. Paradossalmente però è più facile immaginare cosa succederà dopo. In caso di vittoria del Sì il premier farà un rimpasto di Governo e si trasformerà in un nuovo Re Sole, Grillo permettendo alle elezioni del 2018. Non ci sarà nomina pubblica, potere o concessione sottratto a Palazzo Chigi, dove il premier potrebbe mettere radici per chissà quanti anni. Se invece vincerà il No, Renzi rimetterà il mandato a Mattarella, che sarà costretto a dargli un nuovo incarico a meno che lo scarto tra Sì e No risulti abissale. Se il Sì ha un solo padre, il No è figlio di troppi genitori incompatibili tra loro. Renzi si accorderà quindi con Berlusconi in un Nazareno bis e formerà un Governo sacrificando l’ingombrante Boschi e beneficiando un mare di ministri e sottosegretari. Se avrà la fiducia, anche solo per un Esecutivo di scopo, vivacchierà fino al 2018. Se non ce la farà invece gli scenari sono quattro.

Il primo scenario è il commissariamento Ue con Pier Carlo Padoan (riedizione di quanto già visto con Mario Monti), l’incarico atteso da vent’anni dal partito dei giudici con l’investitura di Piero Grasso, la rivincita estero-diretta di Enrico Letta e più di ogni cosa l’ennesima congiura nel Pd, con la designazione di Delrio sostenuto da Franceschini. Quattro scenari che fanno sentire Matteo Renzi meno antipatico anche a molti avversari.

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

La mazzetta non è più un problema

Dopo avergli ridotto i poteri, il Governo ha promesso di rimediare. L’avviso però è chiaro: saltate le teste dei manager di Stato non ortodossi al verbo renziano e spedito lo sfratto al direttore generale della Rai, prossimamente a togliere il disturbo dovrà essere Raffaele Cantone, il magistrato che l’ex premier aveva trasformato in una sorta…

Continua

Dal Governo un brodino che è veleno

Un’altra occasione sprecata. Se l’Italia è dove la vediamo, in coda a tutte le classifiche della crescita e del benessere, è perché sbattere la testa contro il muro non ci basta. Aspettiamo che si rompano i mattoni mentre invece ci siamo giocati il cervello. E dire che anche le pietre hanno capito cosa ci serve:…

Continua

Un Paese malato di Tafazzismo

Non c’è niente da fare: l’Italia non riesce a guarire dalla sindrome di Tafazzi, il personaggio comico che si diverte nel bastonarsi sulle parti basse. Siamo sinceri: in gran parte del mondo il nostro Paese è conosciuto solo per il calcio, la pizza e la mafia. Lasciamo perdere le élite che conoscono meglio di noi…

Continua

Il carissimo doppio lavoro dei giudici

Con gli stipendi da fame che si beccano in tante attività, soprattutto dopo il taglio netto di metà salario a imperituro ricordo di chi ci ha portato nell’Euro, per molti non c’è alternativa al doppio lavoro, anche un lavoretto da niente, sfruttato e pagato in nero. Ci sono categorie dove però il problema non è…

Continua

Tasse perse. La lezione delle banche

Il ragionamento è semplice: se un modesto impiegato deve restituire diecimila euro a un banca ha un problema, ma se la somma che deve dare è di dieci milioni allora è la banca che ha un problema. Spostiamo l’asse sugli italiani e il fisco ed ecco che la storia si ripete. Qui abbiamo un Paese…

Continua

Maggioranza senza quid in Parlamento

Il partito che esprime il Presidente del Consiglio ed è azionista di riferimento della maggioranza esce con le ossa rotte da uno dei soliti giochetti di Palazzo. La guida della Commissione Affari costituzionali, da dove passerà (quando passerà) la nuova legge elettorale è andata a un alfaniano, tale Salvatore Torrisi, del quale devono conoscerne le…

Continua

Così Assad ha vendicato l’amico Putin

La guerra è sempre una cosa schifosa e solo le anime belle possono sostenere che l’uso del gas è un’atrocità peggiore di tante altre. Nella Siria dilaniata da sei anni di conflitto civile si è visto quanto di più orribile sa fare l’uomo, in un mix di odio etnico tra sunniti e sciiti, terrorismo dell’Isis,…

Continua

Le colpe gravi dei vertici Rai e Mediaset

C’è poco da fare: la rissa in tv paga in termini di ascolti e pubblicità. E se a menarsi sono personaggi un minimo noti per giorni la storia è un argomento fisso nelle chiacchiere da bar, sui social e sulla stampa. L’episodio di domenica scorsa nello studio di Barba D’Urso è solo l’ultimo di una…

Continua

La finanza cade sempre in piedi

L’ipotesi del complotto per ora non regge. Il tribunale di Trani ha assolto le agenzie di rating Standard & Poor’s e Fitch dall’accusa di aver manipolato il mercato favorendo la grande speculazione che fece impennare lo spread sul nostro debito pubblico nel 2011. Un giochetto che gli italiani pagano ancora. Per effetto di quella crisi…

Continua

Juncker, ma ci faccia il piacere

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker è un personaggio buffo. Dopo essere stato al governo del paradiso fiscale Lussemburgo, una volta approdato a Bruxelles è arrivato a darci lezione di sobrietà fiscale. Spiritoso, soprattutto quando ha il fiasco in mano, ieri ha superato se stesso lanciando un anatema alla perfida Albione. “Rimpiangerete l’Unione europea”,…

Continua