Referendum, Financial Times & co., il ricatto dei potentoni

di Gaetano Pedullà

La batosta presa negli Stati Uniti non è bastata ai potentoni della finanza mondiale. Incuranti di portare sfiga (elettoralmente parlando) alle cause che appoggiano, stanno riprovando a orientare il referendum in Italia spingendo il Sì a più non posso. Le avvisaglie si erano viste già da mesi, con una sfilza di dichiarazioni di banchieri, industriali e grandi lobby. Venerdì scorso ci aveva messo il sigillo la Banca d’Italia, istituzione che nonostante sia stata svuotata di poteri dalla Bce e di fatto ridotta a un costosissimo centro studi, ha terrorizzato chi vuole votare No, annunciando in caso di vittoria forti turbolenze sui mercati.

Se tutto questo non bastasse, dal britannico Financial Times agli americani Bloomberg e Wall Street Journal, la grande stampa economica ha disegnato scenari apocalittici, con l’Italia buttata fuori dall’euro e un terremoto sulle nostre imprese. Se a qualcuno fosse sfuggito, nell’ultima corsa alla Casa Bianca abbiamo avuto 400 quotidiani e tutte le syndication Tv schierate con la Clinton e solo 9 giornali con Trump. Abbiamo visto com’è andata a finire. In questa era della comunicazione alle urne non si vince ricattando gli elettori.

  • honhil

    In merito, tuttavia, Obama ha fatto la seguente dichiarazione: «Lo lascerò tranquillo. Ma se dovessi trovarmi di fronte a un’iniziativa che coinvolge i nostri valori e le nostre tradizioni, allora considererò un mio dovere difendere gli ideali e le tradizioni». Questo è Obama. Per i valori e le tradizioni, dunque, ci si deve battere. I dem di noialtri, però, quelli che vogliono il sì ricorrendo anche al ricatto (che cos’è il richiamo napolitaniano allo spread, se non un ricatto?), anche con l’aiuto delle toghe, processano e condanno gli italiani che difendono o cercano “difendere gli ideali e le tradizioni” locali. Volendo, quindi, fare un paragone tra quel Presidente in uscita e questi dem, si sarebbe nel giusto se si considerasse un degno Obama e il contrario gli altri: che subordinano le necessità degli italiani a quelle degli invasori.

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

La mazzetta non è più un problema

Dopo avergli ridotto i poteri, il Governo ha promesso di rimediare. L’avviso però è chiaro: saltate le teste dei manager di Stato non ortodossi al verbo renziano e spedito lo sfratto al direttore generale della Rai, prossimamente a togliere il disturbo dovrà essere Raffaele Cantone, il magistrato che l’ex premier aveva trasformato in una sorta…

Continua

Dal Governo un brodino che è veleno

Un’altra occasione sprecata. Se l’Italia è dove la vediamo, in coda a tutte le classifiche della crescita e del benessere, è perché sbattere la testa contro il muro non ci basta. Aspettiamo che si rompano i mattoni mentre invece ci siamo giocati il cervello. E dire che anche le pietre hanno capito cosa ci serve:…

Continua

Un Paese malato di Tafazzismo

Non c’è niente da fare: l’Italia non riesce a guarire dalla sindrome di Tafazzi, il personaggio comico che si diverte nel bastonarsi sulle parti basse. Siamo sinceri: in gran parte del mondo il nostro Paese è conosciuto solo per il calcio, la pizza e la mafia. Lasciamo perdere le élite che conoscono meglio di noi…

Continua

Il carissimo doppio lavoro dei giudici

Con gli stipendi da fame che si beccano in tante attività, soprattutto dopo il taglio netto di metà salario a imperituro ricordo di chi ci ha portato nell’Euro, per molti non c’è alternativa al doppio lavoro, anche un lavoretto da niente, sfruttato e pagato in nero. Ci sono categorie dove però il problema non è…

Continua

Tasse perse. La lezione delle banche

Il ragionamento è semplice: se un modesto impiegato deve restituire diecimila euro a un banca ha un problema, ma se la somma che deve dare è di dieci milioni allora è la banca che ha un problema. Spostiamo l’asse sugli italiani e il fisco ed ecco che la storia si ripete. Qui abbiamo un Paese…

Continua

Maggioranza senza quid in Parlamento

Il partito che esprime il Presidente del Consiglio ed è azionista di riferimento della maggioranza esce con le ossa rotte da uno dei soliti giochetti di Palazzo. La guida della Commissione Affari costituzionali, da dove passerà (quando passerà) la nuova legge elettorale è andata a un alfaniano, tale Salvatore Torrisi, del quale devono conoscerne le…

Continua

Così Assad ha vendicato l’amico Putin

La guerra è sempre una cosa schifosa e solo le anime belle possono sostenere che l’uso del gas è un’atrocità peggiore di tante altre. Nella Siria dilaniata da sei anni di conflitto civile si è visto quanto di più orribile sa fare l’uomo, in un mix di odio etnico tra sunniti e sciiti, terrorismo dell’Isis,…

Continua

Le colpe gravi dei vertici Rai e Mediaset

C’è poco da fare: la rissa in tv paga in termini di ascolti e pubblicità. E se a menarsi sono personaggi un minimo noti per giorni la storia è un argomento fisso nelle chiacchiere da bar, sui social e sulla stampa. L’episodio di domenica scorsa nello studio di Barba D’Urso è solo l’ultimo di una…

Continua

La finanza cade sempre in piedi

L’ipotesi del complotto per ora non regge. Il tribunale di Trani ha assolto le agenzie di rating Standard & Poor’s e Fitch dall’accusa di aver manipolato il mercato favorendo la grande speculazione che fece impennare lo spread sul nostro debito pubblico nel 2011. Un giochetto che gli italiani pagano ancora. Per effetto di quella crisi…

Continua

Juncker, ma ci faccia il piacere

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker è un personaggio buffo. Dopo essere stato al governo del paradiso fiscale Lussemburgo, una volta approdato a Bruxelles è arrivato a darci lezione di sobrietà fiscale. Spiritoso, soprattutto quando ha il fiasco in mano, ieri ha superato se stesso lanciando un anatema alla perfida Albione. “Rimpiangerete l’Unione europea”,…

Continua