Sacrificare la stampa è un errore

di Gaetano Pedullà

Chi segue questo giornale da oltre cinque anni sa bene quanto malaffare abbiamo scoperchiato, denunciando una montagna di abusi anche nella pubblica amministrazione. Per poterlo fare liberamente non abbiamo voluto alle spalle editori impuri, cioè soggetti economici che hanno i loro business principali in settori diversi dalla pubblicazione dei quotidiani, e a scanso di equivoci non abbiamo bussato neppure alla porta dello Stato, dove a decidere chi entra e chi no sono la politica e i partiti. Di qui la scelta di non chiedere contributi pubblici, mantenendo il giornale che avete in mano solo con le vendite e la pubblicità. Era il prezzo da pagare – abbiamo sempre pensato – per difendere senza compromessi un sicuro presidio di trasparenza e democrazia. Ora però proprio chi ha fatto di questi stessi valori la sua bandiera rischia di affondare noi e tutti quei giornali che come noi hanno bisogno di stare sul mercato, in quanto sprovvisti di mani forti che provvedono ai loro costi. Oltre che togliere il finanziamento pubblico – che in fin dei conti ammazzerà le agenzie di stampa e pochi giornali minori, facendo però saltare centinaia di posti di lavoro – il sottosegretario con delega all’editoria Rocco Crimi (M5S) vuole togliere l’obbligo dei committenti pubblici di pubblicare come spendono i soldi degli appalti, trasferendo queste informazioni solo su Internet. Parallelamente si è già tagliata per decine di milioni la pubblicità dei giochi dati in concessione dallo Stato, mettendo così sullo stesso piano le lotterie legali e quelle criminali. Crimi sostiene che togliere la pubblicità legale farà bene alle piccole imprese, ma anche questo giornale e quelli indipendenti come noi hanno dietro piccole imprese e di questo non ci si è preoccupati affatto. La trasparenza sugli appalti sarà garantita lo stesso altrove? Può darsi, ma il prezzo vero – ben altro che pochi milioni – sarà quello di spegnere molti radar sui Palazzi e gli abusi del potere. Non proprio la stessa battaglia contro i bavagli all’informazione che anche il Movimento dei Cinque Stelle ha ben combattuto ieri in Europa.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Una manovra a prova di divisioni

Davvero una mossa geniale questa dei leader del Pd: vederli passare dai caminetti alle cene con servitù è esattamente quello che aspettavano i loro ultimi eroici elettori per trasferirsi altrove. Un messaggio surreale per quell’Italia proletaria e di Sinistra che ha fame, e gli amati sapori di una volta li trova più facilmente sulla tavola…

Continua

Merde Alors a Salvini. L’ultima moda in Europa è insultare l’Italia

Abituato com’è ad abitare sul Colle, il Presidente Mattarella vola alto e forse fatica a vedere cosa accade giù, in basso, dove prolificano i nazionalismi, e di certa Europa non si vuole più sentir parlare. L’integrazione – dice il Capo dello Stato – ci ha portato benefici, i sovranismi sono un pericolo e non è…

Continua

Fuoco di fila contro il Governo

Quando fu eletto commissario europeo agli Affari economici, anche con il voto dell’Italia, Pierre Moscovici era considerato una colomba, cioè un “amico” dei Paesi con qualche guaio nei conti pubblici. Poi è arrivato Macron e il ritorno di quell’asse franco-tedesco che ha saldato gli interessi di Parigi a quelli di Berlino, a discapito degli Stati…

Continua

L’inutile diplomazia dell’Onu

Chi gira ogni tanto per il mondo sa quanto è sottile la considerazione per il nostro Paese. L’Italia degli spaghetti, mafia e mandolino è uno stereotipo che ci hanno affibbiato per farci male. Sia chiaro, noi ci abbiamo messo del nostro e in parte ci meritiamo un certo dileggio. Ma l’immagine di una nazione è…

Continua

Ora rischia la fiducia nelle toghe

Tre dei quatto capi d’accusa ipotizzati per Matteo Salvini sono già caduti, l’ultimo impegnerà per mesi il tribunale dei ministri, altri magistrati e un mucchio di dipendenti pubblici, tutti a caccia di un reato che per moltissimi italiani è invece una medaglia sul petto del ministro. Tanto è vero, che la popolarità del leader della…

Continua

La Chiesa perdona, i giudici No

Come volevasi dimostrare, un bel gruppo dei migranti arrivati in Italia con la nave Diciotti non ha perso tempo a dileguarsi. I magistrati però non corrono rischi: invece di dedicarsi a questi signori possono continuare a cercare capi d’accusa contro Salvini, il ministro che ha tenuto questa gente più a lungo possibile sul mezzo della…

Continua

La fortuna al contrario di Tripoli

Quanto ha senso indignarsi per mezzo mondo che vuole immigrare a casa nostra e poi continuare a fare le guerre coloniali? Si dirà che le colonie europee sparse per il pianeta – o i posti al sole come li smaltava il fascismo – non ci sono più, ma la guerra civile in corso in Libia…

Continua

Il Vaticano affronti i suoi guai o cadono le fondamenta

A volte ci sono segni profetici, capaci di mostrarci qualcosa che può avvenire, affinché ci si pensi meglio prima di favorire con i propri gesti il concretizzarsi del presagio. Il crollo nella chiesa di San Giuseppe dei falegnami, nel cuore di Roma, tempio affidato a un influente gesuita, strettissimo collaboratore di Papa Francesco, ha in…

Continua

La lobby del casello ha chiuso

Autostrade per l’Italia non ci sta a perdere per un processo sommario una concessione che le fa incassare ogni anno miliardi di euro di utili. È caduto un ponte di cui aveva la responsabilità, sono morte 39 persone (e il bilancio potrebbe essere più grave), l’immagine dell’Italia nel mondo ha subito un danno molto più…

Continua

Sulla Rai un conflitto scandaloso

Un Paese che non ha mai regolato sul serio i conflitti d’interesse tra politica e grandi capitali, c’è un caso che sta diventando grottesco per quanto è abnorme e scandalosamente alla luce del sole. L’azionista di riferimento del maggiore polo televisivo privato può permettersi di paralizzare la gestione della tv pubblica, protetto da una delle …

Continua