Se anche il merito deraglia

di Gaetano Pedullà

È bastata un po’ di neve per aprirci gli occhi su quanto sia paradossale l’attuale campagna elettorale. Tra promesse irrealizzabili e artificiose riesumazioni delle tensioni di piazza con fascisti e antifascisti, si parla di cavolate mentre non c’è traccia di uno straccio di progetto per modernizzare il Paese. Eppure qui cinque centimetri di neve possono paralizzare la Capitale e un paio di gradi sotto zero trasformano un viaggio in treno in un Odissea. La bufera è stata eccezionale, sostengono i responsabili delle ferrovie pensando di aver di fronte tutta gente con l’anello al naso. Infatti, senza andare nei Paesi scandinavi o in Siberia, ma fermandoci alla vicina Svizzera, i treni in condizioni meteo molto peggiori non si fermano. Esattamente come una nevicata non lascia intere regioni senza energia elettrica, giusto per ricordare quanto accaduto in Abruzzo e Molise l’inverno scorso. Perché allora qui si blocca tutto? Perché chi gestisce le infrastrutture e i servizi non investe abbastanza, sacrificando persino le manutenzioni al dilatarsi dei bilanci. Scelte che non arrivano a caso, ma sono frutto delle strategie di manager pubblici la cui priorità è far contenti i mercati e non i cittadini. Il punto è che questi manager sono scelti da partiti che ora chiedono il voto a quegli stessi cittadini di cui promettono di fare gli interessi. Voti da attribuire sulla fiducia, perché i manager che hanno fatto disastri non li ha toccati nessuno mentre in Fs il renziano Mazzoncini è stato persino premiato rinnovandogli in anticipo il mandato di capo azienda.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

La pazienza di Mattarella ha un limite

Dove andasse a parare il Presidente Mattarella si era intuito ieri pomeriggio ascoltando Salvini al termine del suo turno di consultazioni. I Cinque Stelle e il Pd hanno seriamente la possibilità di fare un Governo, e al netto di chi gioca ad avvelenare i pozzi, per riuscirci hanno bisogno essenzialmente di tempo. Il leader della…

Continua

Un premier popolare. Ecco le tante buone ragioni per riproporre Conte

La novità più rilevante nel secondo giorno della crisi di Governo è arrivata dal Pd. Tutti d’accordo in direzione, il segretario Zingaretti ha il mandato per provare a formare una nuova maggioranza con i Cinque Stelle sulla base di cinque ampi punti programmatici. Un aspetto che sommato al manifesto presentato al Senato dal premier uscente…

Continua

Una sfida per il bene del Paese

Morto il re, lunga vita al re! Nel discorso con cui ieri Giuseppe Conte ha seppellito il Governo gialloverde ci sono due capitoli perfettamente distinti. Il primo è l’elenco impietoso dei colpi bassi subiti soprattutto negli ultimi mesi da Salvini, con una critica sulla sua interpretazione del ruolo istituzionale e l’evocazione delle piazze che non…

Continua

Va fermata la guerra delle piazze

Lo chiamano il Governo della paura, e così Salvini e i suoi andranno a presentarlo nelle piazze se mai nascerà un Esecutivo tra Cinque Stelle e Pd, dopo l’iter che parte questo pomeriggio con le comunicazioni del premier Conte al Senato e il probabile immediato passaggio al Quirinale per rimettere il mandato. La paura sarebbe…

Continua

Che altro deve accadere per restituire agli italiani le concessioni regalate ai signori delle autostrade?

Che altro deve accadere per restituire agli italiani le concessioni regalate ai signori delle autostrade? È caduto il ponte di Genova, c’è stata la strage di Acqualonga (40 morti ad Avellino), cavalcavia crollati, manutenzioni approssimative e carreggiate non riasfaltate… chilometri di motivi per dire basta a quello che è uno scandalo al sole, tanto invisibile…

Continua

Tassi fermi. La nuova Europa parte male

Dialogare con l’Unione europea “perché senza di questa non c’è futuro”. Facile a dirsi per il Presidente Sergio Mattarella, che ieri si è espresso così alla tradizionale cerimonia del ventaglio, ma se non era per la trattativa del premier Giuseppe Conte e il voto “sulla fiducia” dato dai Cinque Stelle alla presidente della Commissione Ue,…

Continua

Amore con amor si paga. A Salvini è riuscito un altro dei suoi giochi di prestigio

Il massimo risultato col minimo sforzo. A Matteo Salvini è riuscito un altro dei suoi giochi di prestigio, tipo avere 49 milioni di debiti e non sentirli, oppure essere chiamato da un tribunale a rispondere del caso Diciotti e non andare perché i Cinque Stelle gli tolgono il disturbo, votandogli l’immunità. Il numero di ieri…

Continua

Cinque stelle e Pd, un’operazione Frankenstein

È da anni sul podio dei giornalisti che stimo, ma sull’avvicinamento tra Cinque Stelle e Pd sono in totale disaccordo con Marco Travaglio. L’ultimo dei motivi è proprio quello che il direttore del Fatto porta come prova della sua “giusta” intuizione: la giravolta dei giornaloni dell’establishment, improvvisamente folgorati sull’utilità di un dialogo tra Di Maio…

Continua

L’utopia dei Cinque Stelle al governo con il Pd

Può darsi che Di Maio e Salvini oggi si incontrino e mandino avanti il Governo, oppure no. Può anche darsi che dallo scandalo Siri, o dal Russia-gate, escano fuori le prove provate dei soliti vizi di affaristi e politici, oppure tutti i personaggi coinvolti risultino immacolati come gigli di campo. Allo stesso modo, può essere…

Continua

La vera fase due del Governo? Smetterla di litigare per ogni cosa

Prima bisognava avere pazienza, perché c’erano le elezioni europee e in campagna elettorale ogni forza politica tira acqua al suo mulino. Poi c’era da arrivare a questo benedetto 20 luglio, ultimo giorno utile per sperare di votare prima della sessione di bilancio. Inevitabile che il nervosismo dilagasse, amplificato da due netti errori politici di Salvini…

Continua