Se l’onestà diventa un autogol

di Gaetano Pedullà

Molti elettori (non solo Cinque Stelle) neppure sanno chi era Pietro Nenni, lo storico leader socialista che certificò in modo lapidario come facendo a gara per chi è più puro, è facile che salti fuori qualcuno ancora più puro che ti epura. Un rischio che il Movimento fondato da Grillo corre deliberatamente sin dalla nascita, affidando alla parola d’ordine “Onestà” il primato sull’intera azione politica degli eletti. Una scelta di grande impatto comunicativo, sebbene l’onestà sia una precondizione alla quale dovrebbero attenersi tutti coloro che assumono cariche elettive. Ma questi sono anni (o vogliamo dire decenni?) di crisi morale e di corruzione diffusa, in cui proprio l’onestà è tutt’altro che scontata, e quindi l’etica come marchio di fabbrica funziona alla grandissima. Se però anche in queste case di vetro salta fuori qualche mela marcia allora non vale la più la storia che così fan tutti, ma viene a cadere l’intera impalcatura su cui si è costruita la propria credibilità. Di Maio ha provato a svicolare affermando che certi furbi il Movimento li caccia, mentre altri partiti li fanno ministri. Come dire: se eravamo puri ma con qualche vermetto nascosto dentro, adesso saremo purissimi. Ora è chiaro che ai grillini non passa per la testa di imparare qualcosa da un socialista, ma la lezione di Nenni potrebbe aiutare l’M5S a crescere. Mandano a casa i disonesti, certo, ma anche accettando l’idea di regole interne che non costringano esse stesse a tradire l’onestà, compreso l’uso dei rimborsi dei parlamentari.

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

La coerenza o il potere, che derby nel Pd!

Quando non c’è amore più grande del potere pure la dignità può diventare un optional. Nel Pd ancora a trazione renziana, asserragliato da quasi due mesi sull’Aventino e finora graniticamente contrario a qualunque accordo con i Cinque Stelle, l’incarico dato dal Capo dello Stato a Fico mette il partito davanti a un bivio: accordarsi con…

Continua

Sentenza sulla trattativa tra Stato e mafia, altro sale sulle ferite del Paese

Inutile illudersi: siamo un Paese che non potrà mai pacificarsi politicamente. Dalla nascita della Repubblica gli scontri tra fascisti e antifascisti, poi tra democristiani e comunisti, tra Sinistra e Berlusconi e adesso tra sistema e antisistema, hanno bloccato l’Italia in una perenne guerra civile sotterranea. Siamo stati così impegnati a bastonarci tra di noi da…

Continua

Costano caro i capricci della politica

Non c’era bisogno di Salvini che si auto-conferisce l’incarico per far scoprire a Mattarella che a Hollywood possono prendere appunti per girare un film sul “Governo più pazzo del mondo”. Mentre il Quirinale è notarile nelle sue mosse – dal rito di sapore ottocentesco delle consultazioni fino al mandato esplorativo alla Casellati come esponente della…

Continua

Prossima tappa stanare il Pd

Sarà stata la saggezza di Mattarella, che evidentemente non tutti abbiamo, a fargli decidere di dare due giorni e non i due minuti sufficienti alla Presidente del Senato Casellati per capire quello che ormai sanno anche i sassi: i Cinque Stelle non faranno un Governo con la Lega fin quando nel Centrodestra ci starà Forza…

Continua

Mattarella costretto ad accelerare. O qui il Governo lo fa Assad

Per Alessandro Di Battista, Salvini al Quirinale sembrava Dudù, cioè il barboncino di Berlusconi. Uno strano complimento da chi sembra spingere la Lega a tradire Forza Italia per maritarsi ai Cinque Stelle. Su queste nozze, come da prassi quando le cose non vanno come si aspettano i grillini, girano già le voci di ricatti e…

Continua

Consultazioni, Berlusconi non fa lo show per caso

Salvini e la Meloni che si allontanano con un ghigno dalla tribuna allestita dietro la porta di Mattarella, lasciando Berlusconi a fare uno show non concordato e a quel punto incontrollabile, dicono tutto su quanto sia imprevedibile la tenuta di un Centrodestra che però non ha alternative a restate unito. Lunedì o martedì il Capo…

Continua

Consultazioni, un notaio al Quirinale non basta

Consultazioni, atto secondo. Le forze politiche che si erano presentate su posizioni inconciliabili al primo giro, oggi tornano al Colle con Centrodestra e Pd divisi al loro interno, complicando se possibile ancora di più le cose. Dunque, il tempo dato da Mattarella per far digerire un accordo non è servito, e anzi ha finito per…

Continua

Quanto conta il partito di Mattarella

Che le scaramucce tra Salvini e Di Maio siano roba seria o – come ipotizzano menti raffinate – una presa per il naso degli elettori in quanto i due leader hanno già l’accordo in tasca, l’unica cosa certa a più di un mese dalle elezioni è che non c’è pericolo di fare presto il bis.…

Continua

La brutta lezione di Telecom. L’economia italiana è illiberale

Comunque la si guardi, la battaglia in corso su Telecom dimostra che le regole del mercato economico in Italia funzionano poco, possono essere estese o ritirate come il mantice di una fisarmonica, e alla fine quello che conta non è il merito delle imprese ma le scelte della politica. Non siamo ai tempi del fallimentare…

Continua

La mossa dei 5 Stelle finti ubriachi

Al Quirinale le consultazioni con i riti bizantini di una politica fuori dal tempo; attorno al Colle i partiti che sembrano su Scherzi a Parte. Come se non fosse un’impresa già complicata, i leader ce la stanno mettendo tutta per rendere il compito del Capo dello Stato ancora più difficile. L’accordo raggiunto per le presidenze…

Continua