Sì allo shock no alle sciocchezze

di Gaetano Pedullà

Cinque Stelle e Lega se la stanno vedendo brutta, Salvini si è visto la partita e gli italiani rischiano di vedere sorci verdi. Diciamolo subito: il Governo gialloverde non cadrà per la riforma della prescrizione o per la ritorsione sul decreto sicurezza, ma di sicuro la maggioranza non sta facendo affatto una bella figura, prestando il fianco alle opposizioni in Parlamento e soprattutto ai tecnocrati europei ai quali non pare vero di poter dimostrare che il nostro Paese è alla deriva. Il dna completamente diverso del Movimento e del Carroccio, pur tenuto insieme da un sentire comune tra i reciproci elettori e dal contratto di governo affidato al premier Conte, sta mostrando quanto sia difficile cambiare radicalmente lo Stato se si hanno le casse vuote e ci sono elezioni dietro l’angolo. All’origine della frattura inattesa di questi giorni c’è infatti l’agitazione provocata da sondaggi realizzati apposta per creare scompiglio in vista delle Europee di maggio. Rilevazioni che premiano Salvini a scapito di Di Maio, come d’altra parte è normale che sia quando si lavora a testa bassa e dicendo i No che servono si diventa inevitabilmente impopolari. Per raggiungere i risultati che servono all’Italia serve però tempo, e se si governa con la testa ai sondaggi e non alle cose da fare, si può sperare in qualche seggio in più alle urne successive, ma non nella salvezza di un Paese che nessuna vecchia ricetta politica è riuscita a rianimare, e ora aspetta di vedere lo shock promesso da populisti e sovranisti, e non le loro sciocchezze.

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