Siamo ricchi, qui è pieno di immigrati

di Gaetano Pedullà

Toh guarda! Se l’economia va un po’ meglio è merito anche degli immigrati. La notizia, che manderà la lettura dei giornali di traverso a un esercito di piccoli Salvini, non è l’invenzione di qualche Organizzazione non governativa smaniosa di tornare a pesca di disperati in mezzo al Mediterraneo.

A certificare che i migranti creano ricchezza anche per noi è la Banca centrale europea, istituzione che ha un miliardo di difetti ma di sicuro i suoi conti li sa fare. Accanto ad alcuni terribili casi di cronaca, non visti da chi nota solo i bivacchi di stranieri anche ai margini delle zone di pregio delle nostre città, migliaia di persone approdate in Italia e più in generale nel nostro continente svolgono lavori che noi europei non faremmo più nemmeno morti. Così, per fame e per aiutare le famiglie rimaste lontane sono diventati campioni del risparmio. Da anni e in molti Paesi aprono un grandissimo numero di imprese che spesso hanno anche italiani tra i loro dipendenti. Senza contare che con il gettito previdenziale contribuiscono in modo significativo a sostenere le nostre pensioni. Eppure tanti italiani non necessariamente brava gente odiano i migranti, li infilano come alibi per ogni nefandezza, se potessero li ributterebbero in mare aspettando che siano affogati.

Un popolo rafforzato in queste convinzioni dai Belpietro e da una folla di politicanti dai corti orizzonti, tanto bravi a trasformare le paure in voti quanto incapaci di governare un fenomeno planetario che si ferma aiutando i Paesi da cui arrivano, non certo con i cannoni.

 

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