Spettatori della nostra invasione

di Gaetano Pedullà

Se Renzi ha ragione quando dice che l’Europa è nata per abbattere i muri, il drammatico spettacolo che vediamo in questi giorni alle frontiere è il certificato di morte dell’Unione europea. Nuovi muri, filo spinato e cordoni di polizia spuntano ovunque. E tutti con la stessa inefficacia. I migranti premono e presto o tardi proseguono nel loro cammino verso Paesi che ai loro occhi appaiono tanto ricchi quanto egoisti. Ci stiamo riempendo di immigrati che non potranno mai esserci grati per come li stiamo trattando, lasciandone morire migliaia nel Mediterraneo e umiliandoli tra centri di accoglienza che sono lager, marce a ostacoli e risibili tentativi di fermarli. L’unica cosa seria che si doveva fare – già molto tempo fa – era impedire che queste folle partissero dai loro Paesi d’origine, creando zone cuscinetto in Nord Africa dove identificarli. E da li capovolgere la forza di questo esercito di disperati verso i loro nemici, regimi e terroristi che a ogni civile messo in fuga diventano più forti. Parlare di intervento in Africa, ovviamente con una copertura anche militare, è però politicamente scorretto. Così si resta immobili. Spettatori della nostra invasione.

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