Strani affari sul debito pubblico

di Gaetano Pedullà

A furia di cercare la pagliuzza negli occhi altrui non ci siamo accorti che una trave ci accecava. Sprechi, privilegi, soldi pubblici distribuiti a pioggia continuano a gravare sulle casse dello Stato mentre i cittadini tirano sempre più la cinghia. Naturale che ci si indigni, puntando il dito su questa insopportabile mangiatoia, dove tanti arraffano quello che possono. Nel frattempo però dei distinti signori che non si accontentano certo di piccole mance, in un colpo solo si portano via il jackpot grazie ai padroni del nostro debito pubblico.

Secondo la Corte dei conti del Lazio, i contratti derivati sottoscritti dal ministero del Tesoro solo nel 2011 e 2012 hanno fruttato alla banca americana Morgan Stanley oltre tre miliardi, oltre ai quali abbiamo pagato un altro miliardo di interessi. Un Salasso sul quale neppure il Parlamento è riuscito ad avere risposte dai dirigenti che gestiscono da decenni fiumi di soldi, facendo ricche le banche d’affari in cui casualmente trovano lavoro una volta lasciati gli incarichi pubblici. Uno scandalo alla luce del sole, insomma. Che chissà perché fa meno notizia di qualche euro rubato dal più piccolo amministratore di turno.

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