Strategia industriale suicida

di Gaetano Pedullà

Tre grandi gruppi industriali italiani che se le danno di santa ragione per fregarsi l’un con l’altro i soldi promessi dallo Stato per portare nelle nostre case la banda larga, cioè i telefoni e la tv del futuro. Quello che sta avvenendo tra Telecom, Enel e Ferrovie non è solo il fallimento del nostro sistema Paese, ma la prova provata che non abbiamo uno straccio di politica industriale. Qui tutti possono fare tutto e lo Stato – che è o è stato grande azionista di questi colossi – paga e al massimo fa lo spettatore. I campioni dell’economia nazionale fanno così la fine dei capponi di Renzo, troppo impegnati a beccarsi tra loro per accorgersi di essere sul punto di finire in pentola. Mentre la competizione economica sul piano globale diventa più dura che mai, l’interesse superiore del Paese imporrebbe ai nostri gruppi di cooperare. Per questo scopo i governi di tutti i colori politici hanno buttato vagonate di soldi pubblici in operazioni disperate, come il salvataggio dell’Alitalia. Adesso però di questo sistema Paese non si parla più. E ci scopriamo una Jungla. Dove i leoni più grossi avranno sempre meno problemi per sbranare i litigiosi pigmei italiani.

 

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L’inutile guerra a Bettino

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Il fantastico Centro per l’impiego

In Italia un centro per l’impiego come quello che aprono oggi i Cinque Stelle non si era visto mai. I posti in palio sono decine e la paga non è male. Nessuna paura se non si dispone di un gran curriculum: basterà che votino un po’ di buoni amici e il gioco è fatto, si…

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De Benedetti, l’autogol delle toghe

Se l’Italia è il Paese dei furbi che conosciamo parte della colpa è di una Giustizia che si fa fatica a comprendere, oltre che sentire giusta. E come credere davvero che la Legge sia uguale per tutti quando sentiamo da una parte il pm Di Matteo risalire agli Assiri e ai Babilonesi pur di incastrare…

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Fake news e altre promesse

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La fortuna dei manager perplessi

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I voti del Pd gettati via a sacchetti

Matteo Renzi non ci sta a prendersi le maledizioni dei consumatori, centuplicate dai social network, per la norma che fa pagare le bustine dell’ortofrutta. L’esborso ha una nobile motivazione di politica ambientale – rivendica l’ex premier – ed è una fake news che il Parlamento abbia favorito una specifica azienda, facendo riferimento alla Novamont guidata…

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Sui rifiuti chiacchiere e illusioni

Un dialogo tra sordi, dove l’unica cosa che si sente è la puzza di una politica rissosa e inconcludente. Un deputato Cinque Stelle emiliano, tale Michele Dell’Orco, attacca la sua Regione perché “inventa” l’emergenza rifiuti a Roma. Le 15mila tonnellate di spazzatura che la sindaca Raggi ha chiesto di smaltire eventualmente a Bologna sono quanto…

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Agli statali non bastava un regalo

Se si fa un regalo elettorale bisogna farlo bene. E dunque dopo aver aperto il cordone della borsa per dare un aumento di stipendio agli statali, adesso si sta correndo per mettere in busta paga gli arretrati. Soldi da fare arrivare ovviamente un attimo prima del 4 marzo, guarda caso la data delle elezioni. Dopo…

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Cinque anni al minimo sindacale

Il Presidente del Consiglio Gentiloni l’ha detta giusta: il suo Governo ha garantito una fine ordinata della legislatura. Per un esecutivo fotocopia di quello precedente, tirato fuori dal cilindro di Napolitano anziché dalle urne, il risultato minimo è comunque un risultato. Il Paese meritava di più, meritava di meglio? Certo che sì, soprattutto perché le…

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Impariamo la lezione catalana

Hanno poco da festeggiare gli indipendentisti riusciti a conservare la maggioranza in Catalogna. Lo strappo con Madrid ha gettato le basi per un arretramento della regione, non solo sotto l’aspetto economico. Se il tentativo di scissione finito con la fuga del leader Puigdemont ha fatto scappare anche molti investitori, banche e imprese, le elezioni di…

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