Sulle auto blu uno scherzo di Carnevale

di Gaetano Pedullà

D’accordo che è Carnevale, ma l’ultimo annuncio del Governo sulla riduzione delle auto blu è uno scherzo che non fa ridere. Dopo anni di promesse, adesso sappiamo che le macchine pagate dallo Stato sono ancora 66mila e dopo la nuova stretta ne resteranno più di 21mila. C’è da portarci in giro a spese nostre un esercito di politici, portaborse e funzionari pubblici. Purtroppo non c’è crisi o spending review che regga. Il potere ha bisogno dei suoi simboli, e l’auto di servizio è il bollino di garanzia che si conta qualcosa. Così ogni battaglia per ridurre questo spreco – e il messaggio culturale che si porta dietro – è persa in partenza. Finché chi governa accetterà deroghe, chi per un motivo chi per un altro si terrà la sua bella automobile con autista. Dunque non ci sono soluzioni intermedie. O l’auto a spese della collettività si leva a tutti oppure continuiamoci pure a prenderci in giro. Non stupiamoci però se la bestia della spesa pubblica ha fame quanto e più di prima. Così come non possiamo stupirci se poi le tasse non scendono e la crescita senza investimenti produttivi resta al palo.

 

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Battaglia oscurantista sulla salute

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Maggioranza senza quid in Parlamento

Il partito che esprime il Presidente del Consiglio ed è azionista di riferimento della maggioranza esce con le ossa rotte da uno dei soliti giochetti di Palazzo. La guida della Commissione Affari costituzionali, da dove passerà (quando passerà) la nuova legge elettorale è andata a un alfaniano, tale Salvatore Torrisi, del quale devono conoscerne le…

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Così Assad ha vendicato l’amico Putin

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Le colpe gravi dei vertici Rai e Mediaset

C’è poco da fare: la rissa in tv paga in termini di ascolti e pubblicità. E se a menarsi sono personaggi un minimo noti per giorni la storia è un argomento fisso nelle chiacchiere da bar, sui social e sulla stampa. L’episodio di domenica scorsa nello studio di Barba D’Urso è solo l’ultimo di una…

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