Sulle banche gli annunci non bastano

di Gaetano Pedullà

I continui annunci di un accordo ormai fatto per salvare il Monte dei Paschi non bastano più e ieri in Borsa gran parte dei titoli bancari sono tornati in rosso. Si è salvata solo Mps perché c’è ancora chi scommette che il Governo otterrà il permesso dall’Europa per garantire con soldi pubblici l’aumento di capitale necessario dopo la cessione di crediti problematici per almeno 10 miliardi. Un permesso tutt’altro che scontato, anche perché se oggi varrà per Mps magari domani sarà lo stesso con Unicredit e tutti gli altri istituti costretti a cercare sul mercato nuovi capitali. Se questo nodo non bastasse, c’è poi il piccolissimo problema di chi comprerà questi crediti spazzatura. Il Fondo Atlante nato proprio per questo scopo, si è svuotato solo per salvare la Popolare di Vicenza. Possibile dunque che ricarichi le batterie, bussando ancora alle banche e poi alle casse di previdenza privatizzate. Così la crisi bancaria scatenata dalle decisioni folli dei regulator inghiottirà nello stesso calderone risparmi, pensioni e le ultime risorse liquide del Paese. Una strategia troppo rischiosa, che rischia di non risolvere un problema e di crearne invece uno nuovo.

  • honhil

    Perché ci si ostina a chiamarle ancora banche? Dopo la loro inversione a U sull’autostrada dell’economia mondiale, proprio mentre questa era in deficienza di ossigeno, le banche non hanno fatto altro che bruciare ricchezza in quantità stratosferica, compresa quella dei propri depositanti, aprendo la via alle cicliche recessioni. Se questo è il sistema bancario mondiale, e se in banca è già da tempo che non si va più per depositare, data la mano armata con cui ritira i sudati risparmi e l’irresponsabilità, per non dire mafiosità, con la quale li gestisce, allora (considerato anche la stretta permanente con la quale concede i prestiti, a parte quelli elargiti agli amici e agli amici degli amici, e che proprio per questa loro natura di ‘prestiti amicali’, piccoli o grandi che siano, non ci mettono molto a diventare insolvenze, con tutto quello che segue), perché non si pensa di cambiargli i connotati? Magari nazionalizzandolo. Del resto, dato che ad aprire i cordini della borsa devono essere sempre gli Stati, alfine di non creare panico domestico o internazionale, le prime a trarne vantaggio sarebbero le tesorerie degli stati. Con un addio definitivo alle recessioni permanenti. Sì, a pensarci bene, forse nazionalizzare le banche in un reticolo non più oscuro di sportelli, si potrebbe. Rimettendo nella mani della politica il governo del mondo e alla porta i banchieri.Nello specifico, sarebbe cosa buona e giusta che il Monte dei Paschi, alla luce dei misfatti compiuti da quel consiglio di amministrazione e dal Pd cittadino, fosse lasciato al suo destino. E non solo per opportunità politica, ma per serietà morale.

 

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