Sulle imposte il Governo può fare di più

di Gaetano Pedullà

L’economia italiana è ripartita, ma il passo è lento e i meriti sono solo in parte del Governo. La mossa degli 80 euro è stata giustissima, così come la decontribuzione sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato, ma queste decisioni da sole non avrebbero potuto frenare una crisi che dura da sette anni e ha desertificato la nostra industria, bruciato oltre un milione di posti di lavoro e fiaccato i consumi. A farci riprendere ossigeno sono stati piuttosto l’allentamento dei vincoli europei sulla spesa, l’immissione di liquidità monetaria della Bce e soprattutto la tregua dei tedeschi sulla fallimentare (non per loro) politica del rigore sui conti pubblici. Possiamo accontentarci? No, e la prova che si può fare di più, che si può correre e non rassegnarci a prendere le briciole che ci lascia Berlino, arriva da Londra dove oggi il premier conservatore Cameron abolirà le tasse di successione fino a un milione di sterline (1,4 miliardi di euro). Tagliare le tasse (e la burocrazia e i vincoli al libero mercato) è la ricetta che la Gran Bretagna utilizza da anni, e non sarà un caso se il loro mercato vola. Osare di più anche in Italia non è vietato.

 

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Sui rifiuti chiacchiere e illusioni

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Agli statali non bastava un regalo

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Impariamo la lezione catalana

Hanno poco da festeggiare gli indipendentisti riusciti a conservare la maggioranza in Catalogna. Lo strappo con Madrid ha gettato le basi per un arretramento della regione, non solo sotto l’aspetto economico. Se il tentativo di scissione finito con la fuga del leader Puigdemont ha fatto scappare anche molti investitori, banche e imprese, le elezioni di…

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