Tasse perse. La lezione delle banche

di Gaetano Pedullà

Il ragionamento è semplice: se un modesto impiegato deve restituire diecimila euro a un banca ha un problema, ma se la somma che deve dare è di dieci milioni allora è la banca che ha un problema. Spostiamo l’asse sugli italiani e il fisco ed ecco che la storia si ripete. Qui abbiamo un Paese che va avanti con una crescita modestissima e ventuno milioni di persone – cioè un terzo della popolazione, neonati compresi – che ha qualcosa da dare all’erario. A meno di voler continuare a fare gli struzzi, il problema va affrontato seriamente. Lasciamo perdere i moralisti d’accatto, per cui tutti devono pagare fino all’ultimo, e poi visti i numeri dell’evasione molto spesso sono i primi ad avere pendenze di ogni tipo. Affrontare sul serio il problema vuol dire mettere un numero significativo di persone nelle condizioni di riuscire a mettersi in regola. E quindi di ragionare su un condono, parola che una politica debole non ha il coraggio di pronunciare per paura di sembrare amica degli evasori. Diversamente questi debiti col fisco diventeranno come i Npl (crediti inesigibili) delle banche. Con l’effetto sul credito che abbiamo visto.

  • U. G.-M. Tamburini

    La cosa si semplificherebbe riconoscendo la vilta’ -a cominciare dalla squola- insita nella negazione delle differenti attitudini e impegni dei soggetti. Se il premio va al somaro e al lavativo non si sono soluzioni; e -in cauda venenum- disqus fa pena per lentezza : cominciamo cacciando via i gestori

  • honhil

    Proprio come Bankitalia e Consob non hanno fermato Zonin e da ciò il flop della Pop di Vicenza. Infatti, parlare di fermare e non fermare, è come parlare di paglia e fieno. Però, di questo passo lo Stivale muore non d’inedia, come capitò all’asino di Buridano per non essere riuscito a venire fuori dal suo dilemma, ma a causa di questa diffusa associazione mafiosa nelle istituzioni.

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

L’inutile guerra a Bettino

Un Paese che guarda avanti utilizzando gli occhiali del passato. E per questo sbatte regolarmente la testa al muro. Non bastassero i problemi che abbiamo, se per un giorno non c’è motivo di polemizzare e di dividerci, ecco che lo costruiamo in quattro e quattr’otto, a costo di spostarci con la memoria alla tangentopoli di…

Continua

Il fantastico Centro per l’impiego

In Italia un centro per l’impiego come quello che aprono oggi i Cinque Stelle non si era visto mai. I posti in palio sono decine e la paga non è male. Nessuna paura se non si dispone di un gran curriculum: basterà che votino un po’ di buoni amici e il gioco è fatto, si…

Continua

De Benedetti, l’autogol delle toghe

Se l’Italia è il Paese dei furbi che conosciamo parte della colpa è di una Giustizia che si fa fatica a comprendere, oltre che sentire giusta. E come credere davvero che la Legge sia uguale per tutti quando sentiamo da una parte il pm Di Matteo risalire agli Assiri e ai Babilonesi pur di incastrare…

Continua

Fake news e altre promesse

Una tassa che viene (sul serio) e una tassa che va (a chiacchiere). Il Pd di Matteo Renzi, convinto sostenitore della nuova imposta sulle buste dell’ortofrutta, si scorda di aver governato negli ultimi cinque anni, e a due mesi dalle elezioni promette l’abolizione del canone Rai. Perché non l’abbia fatto prima è un mistero, mentre…

Continua

La fortuna dei manager perplessi

La tassa sui sacchetti dell’ortofrutta non smette di stupire, non solo per l’approssimazione con cui si è fatta la norma, perfetta per fare incassare i produttori, molto meno per ridurre l’inquinamento. Renzi e il Pd hanno difeso a spada tratta l’iniziativa, senza spiegare però – se è così nobile – per quale motivo l’hanno infilata…

Continua

I voti del Pd gettati via a sacchetti

Matteo Renzi non ci sta a prendersi le maledizioni dei consumatori, centuplicate dai social network, per la norma che fa pagare le bustine dell’ortofrutta. L’esborso ha una nobile motivazione di politica ambientale – rivendica l’ex premier – ed è una fake news che il Parlamento abbia favorito una specifica azienda, facendo riferimento alla Novamont guidata…

Continua

Sui rifiuti chiacchiere e illusioni

Un dialogo tra sordi, dove l’unica cosa che si sente è la puzza di una politica rissosa e inconcludente. Un deputato Cinque Stelle emiliano, tale Michele Dell’Orco, attacca la sua Regione perché “inventa” l’emergenza rifiuti a Roma. Le 15mila tonnellate di spazzatura che la sindaca Raggi ha chiesto di smaltire eventualmente a Bologna sono quanto…

Continua

Agli statali non bastava un regalo

Se si fa un regalo elettorale bisogna farlo bene. E dunque dopo aver aperto il cordone della borsa per dare un aumento di stipendio agli statali, adesso si sta correndo per mettere in busta paga gli arretrati. Soldi da fare arrivare ovviamente un attimo prima del 4 marzo, guarda caso la data delle elezioni. Dopo…

Continua

Cinque anni al minimo sindacale

Il Presidente del Consiglio Gentiloni l’ha detta giusta: il suo Governo ha garantito una fine ordinata della legislatura. Per un esecutivo fotocopia di quello precedente, tirato fuori dal cilindro di Napolitano anziché dalle urne, il risultato minimo è comunque un risultato. Il Paese meritava di più, meritava di meglio? Certo che sì, soprattutto perché le…

Continua

Impariamo la lezione catalana

Hanno poco da festeggiare gli indipendentisti riusciti a conservare la maggioranza in Catalogna. Lo strappo con Madrid ha gettato le basi per un arretramento della regione, non solo sotto l’aspetto economico. Se il tentativo di scissione finito con la fuga del leader Puigdemont ha fatto scappare anche molti investitori, banche e imprese, le elezioni di…

Continua