Tra i grandi del mondo non ci siamo

di Gaetano Pedullà

Trump e Putin si siedono a tavolino e decidono le sorti del mondo. Certo, il vertice di Helsinki non è Yalta, ma i due non soffrono di sensi di inferiorità rispetto a Napoleone e Carlo Magno, figuriamoci per Roosvelt e Stalin. Quello che ha dell’incredibile è però che possono farlo, spartendosi ciò che gli pare sulla base dei loro interessi nazionali e non di quelli degli alleati o del resto del pianeta. Merito – o dal nostro punto di vista demerito – di un’Europa inconsistente sul piano della politica estera e della forza militare nei teatri di guerra, dal medio oriente all’Africa, dall’Asia alle porte di casa nostra con la questione ucraina tutt’altro che definita. Per assurdo, la maggiore preoccupazione sono le accuse di ingerenza nelle elezioni Usa, per le quali si sta agitando molto il Procuratore Mueller. Sui dazi commerciali, le sanzioni, gli equilibri geopolitici dalla Siria all’Iran, fino al nodo di tutto che resta Israele, chi dovrebbe avere voce in capitolo offre al massimo il campo neutro per l’incontro, nella capitale finlandese. Privi non solo di un sentire comune, ma per di più in perenne polemica sugli immigrati, la Brexit, le politiche economiche di rigore imposte dalla Germania e la solidarietà vista col contagocce dalla Grecia e tutti i Paesi dell’area mediterranea. Così l’Europa rischia di fare la fine del vaso di coccio tra i vasi di metallo nelle grandi partite commerciali e finanziarie tra Washington e Pechino, dove la Russia di Putin ha trovato spazio mentre il Continente di Merkel, Juncker, Macron e nanerottoli vari può fare al massimo da spettatore.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Un vento nuovo sui mercati

La società cambia, la politica cambia e anche i mercati si accodano. Solo così può spiegarsi quello che è accaduto ieri, quando il presidente della Commissione europea ha sparato contro l’Italia un missile che in altri tempi avrebbe fatto sprofondare la Borsa tanto in basso da costringere gli operatori a scavare. Incuranti di un teatrino…

Continua

Si rafforza il filo tra 5S e Lega

Andare in guerra per fare la pace (fiscale). Sembra un paradosso, ma è esattamente quanto è successo ieri tra Cinque Stelle e Lega, ormai costrette a declinare in atti concreti gli impegni assunti solo genericamente nel contratto di Governo. Ne è venuto fuori un inevitabile confronto, che per quanto enfatizzato dalle indiscrezioni del solito manipolo…

Continua

L’Europa delle lingue biforcute

Che lingua biforcuta che hanno questi zombie della Commissione europea. Un attimo prima minacciano l’Italia perché la Manovra economica non è sufficientemente punitiva, un momento dopo chiedono a tutti di abbassare i toni delle polemiche susseguenti e appena la situazione si placa gettano nuova benzina sul fuoco accusando il nostro Governo di non mantenere la…

Continua

Autostrade. Il modello è criminale

Mentre cadono più ponti che foglie in autunno, la Procura di Avellino chiede decine di anni di carcere per il crollo di un viadotto sull’autostrada A16 Napoli-Canosa. Era il 2013 e in quella tragedia morirono 40 persone, solo tre meno di quante hanno perso la vita due mesi fa sul Morandi di Genova. Due disastri…

Continua

Ci minaccia la troika al completo

Sentivamo terribilmente la mancanza del terzo guardiano dell’austerità senza ritorno, quel Fondo monetario internazionale che per fondo deve intendere il baratro in cui ha gettato decine di Stati. Primus inter pares di Commissione Ue e Banca centrale europea nella famigerata troika – facciamo un torto se per capirci la paragoniamo a una Equitalia mondiale? –…

Continua

Ultimi colpi di una Ue in scadenza

Chi avesse ancora dubbi sulle vere cause del crollo dell’Italia sui mercati farebbe bene ad allungare lo sguardo fino alla Lettonia. Da questo Paese arriva il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, un signore che insieme al Commissario agli Affari economici Pierre Moscovici ha bocciato preventivamente la Manovra economica italiana, scatenando i guai di Borsa…

Continua

Bruxelles. Il golpe del potere

Neanche il tempo di leggerlo e già lo bocciano. Che fenomeni che sono questi tecnocrati di Bruxelles. Dombrovskis e Moscovici da giorni bombardano il nostro Governo per il Documento di economia e finanza che sfora di appena lo 0,8% i vincoli sul deficit. Dunque non c’è da stupirsi che ieri abbiano stroncato l’architrave della Manovra,…

Continua

Questa Ue ci bombarda per salvarsi

Formidabile il nostro ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che prende carta e pena e scrive lettere a Bruxelles per assicurare che l’Italia crescerà più di quanto prevedono Lor signori, e Roma non ha nessuna intenzione di mollare l’Europa. Troppo preso a far quadrare conti che non risulteranno mai se si utilizza solo la calcolatrice dei mercati,…

Continua

Una lezione da Traini e Riace

Giornate difficili sia per i razzisti che per gli ultrà dell’accoglienza. I primi hanno visto cadere una loro bandiera, quel Luca Traini che aveva vendicato la morte della povera Pamela, a Macerata, sparando a degli uomini a caso, solo perché erano di colore. Condannato a dodici anni, Traini ha chiesto scusa in tribunale e rinnegato…

Continua

Un ministro dell’Economia debole non serve

Bisogna avere la testa di coccio, come dicono a Roma, per credere davvero che lo scostamento di meno di un punto sul deficit sia inconciliabile con il risanamento del Paese e gli obiettivi belli fissati dall’Europa. L’Italia in una situazione di grande disagio sociale ha chiesto una deroga più che ragionevole a un establishment che…

Continua