Trappola a orologeria per Grillo

di Gaetano Pedullà

Quando ci sono di mezzo le istituzioni nulla è peggio del piegarle alle convenienze personali, trasformando lo scontro politico in un corto circuito tra pezzi dello Stato. I colpi bassi tra la Commissione antimafia guidata dalla Bindi e il governatore De Luca sono in questo senso da antologia. Esistesse al Quirinale un arbitro che fischia il fallo, non si capisce che stia aspettando ad estrarre quanto meno in cartellino giallo. Istituzioni e regole, in democrazia, sono presidi invalicabili e rispettarle – chiunque ne tenga il timone – è la base dello stesso patto sociale. Perciò la vicenda delle firme false presentate dai Cinque Stelle è gravissima, tanto quanto l’inquietante tempismo con cui è tirata fuori, dopo mesi, proprio a ridosso del referendum. Grillo ha capito subito che storie come queste possono disperdere in poco tempo tutto il patrimonio politico accumulato in anni di battaglie. Il consenso del Movimento non poggia sulla consuetudine elettorale della Dc a trazione cattolica o sulla gestione del potere di Forza Italia e ora del Pd renziano. Il voto d’opinione si sposta in un momento. E se poi qualche manina tira fuori il caso a orologeria, la disfatta è inevitabile.

  • iosoio

    amico pennivendolo ascolta: c’è chi le mele marce le butta nell’immondizia e chi invece ci fà la marmellata; metti tu i nomi.

    • Astronotus

      Però prima le ha vendute come prima scelta, e ci ha messo persino il bollino. Chi rasarcisce i truffati che le hanno comprate?

      • iosoio

        Forse il cazzaro con madamigella maria etruria?

 

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Le ultime immagini dall’inferno arrivano con un video diffuso dalla Cnn. I migranti intrappolati in Libia vengono venduti all’asta, moderni schiavi a cui noi italiani brava gente abbiamo messo le catene. Le politiche decise dal nostro Paese, sia chiaro con la benedizione dell’Europa, stanno provocando un immenso crimine contro l’umanità. Questo giornale lo scrive da…

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Che sarebbe servita a poco era chiaro sin dal principio. La commissione bicamerale d’inchiesta sulle banche costituta a pochi mesi dallo scioglimento del Parlamento e con il solo potere di fare audizioni, in queste condizioni poteva fare poco. Ora che abbiamo visto con che piede è partita siamo però certi che farà pochissimo. La prova…

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L’ultimo capitolo della legge elettorale non poteva che chiudersi così: proteste in Aula al Senato, proteste in piazza, disgusto persino da parte di molti senatori che oggi chiuderanno la partita, mettendoci nelle condizioni di andare tra qualche mese a votare. Non illudiamoci su altri tipi di finali: saltato l’improbabile tentativo di accordo tra Renzi, Grillo…

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