Turismo, una miniera che l’Italia non sfrutta

di Gaetano Pedullà

A chi capita di frequentare i salotti all’estero viene chiesto spesso qual è il nostro modello industriale. Si vuol sapere, in sostanza, su cosa punta l’Italia per tornare a crescere su livelli decenti, mica quelle percentuali da prefisso telefonico che ci condannano all’ultimo vagone sul treno già di per se lento dell’Europa. Una domanda perfida, perché chi la pone sa perfettamente che il vecchio modello industriale è sepolto da un pezzo. Una sorte simile a quella dell’agricoltura che, a discapito della nostra tradizione enogastronomica, soffre da morire. Restano quindi il terziario e i servizi, con in prima fila il turismo. Il nostro petrolio, è stato definito. Se però guardiamo cosa si fa per attrarre i visitatori, è chiaro che questo petrolio non lo vogliamo. E l’uscita del governatore del Veneto, Zaia, che propone di limitare i turisti a Venezia ne è la prova lampante. Sulla nostra economia siamo un Paese schizofrenico, incapace di diventare campioni in qualsiasi cosa, persino quando si tratta di segnare a porta vuota, grazie a una penisola piena di bellezza che ci ostiniamo a non far fruttare.

  • Sergio

    Non lo sfrutta l’Italiano “inquadrato nelle Istituzioni” ma la criminalità la sfrutta e bene. La cronaca ci fornisce quotidianamente dei grandi “saggi nel predare il turista” dai tassisti abusivi ai parcheggiatori e cosa dire delle guide, c’è tutto un mondo di abusivismo anche nel turismo, semmai bisogna chiedersi perchè le Istituzioni “lasciano fare”.

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Prossima tappa stanare il Pd

Sarà stata la saggezza di Mattarella, che evidentemente non tutti abbiamo, a fargli decidere di dare due giorni e non i due minuti sufficienti alla Presidente del Senato Casellati per capire quello che ormai sanno anche i sassi: i Cinque Stelle non faranno un Governo con la Lega fin quando nel Centrodestra ci starà Forza…

Continua

Mattarella costretto ad accelerare. O qui il Governo lo fa Assad

Per Alessandro Di Battista, Salvini al Quirinale sembrava Dudù, cioè il barboncino di Berlusconi. Uno strano complimento da chi sembra spingere la Lega a tradire Forza Italia per maritarsi ai Cinque Stelle. Su queste nozze, come da prassi quando le cose non vanno come si aspettano i grillini, girano già le voci di ricatti e…

Continua

Consultazioni, Berlusconi non fa lo show per caso

Salvini e la Meloni che si allontanano con un ghigno dalla tribuna allestita dietro la porta di Mattarella, lasciando Berlusconi a fare uno show non concordato e a quel punto incontrollabile, dicono tutto su quanto sia imprevedibile la tenuta di un Centrodestra che però non ha alternative a restate unito. Lunedì o martedì il Capo…

Continua

Consultazioni, un notaio al Quirinale non basta

Consultazioni, atto secondo. Le forze politiche che si erano presentate su posizioni inconciliabili al primo giro, oggi tornano al Colle con Centrodestra e Pd divisi al loro interno, complicando se possibile ancora di più le cose. Dunque, il tempo dato da Mattarella per far digerire un accordo non è servito, e anzi ha finito per…

Continua

Quanto conta il partito di Mattarella

Che le scaramucce tra Salvini e Di Maio siano roba seria o – come ipotizzano menti raffinate – una presa per il naso degli elettori in quanto i due leader hanno già l’accordo in tasca, l’unica cosa certa a più di un mese dalle elezioni è che non c’è pericolo di fare presto il bis.…

Continua

La brutta lezione di Telecom. L’economia italiana è illiberale

Comunque la si guardi, la battaglia in corso su Telecom dimostra che le regole del mercato economico in Italia funzionano poco, possono essere estese o ritirate come il mantice di una fisarmonica, e alla fine quello che conta non è il merito delle imprese ma le scelte della politica. Non siamo ai tempi del fallimentare…

Continua

La mossa dei 5 Stelle finti ubriachi

Al Quirinale le consultazioni con i riti bizantini di una politica fuori dal tempo; attorno al Colle i partiti che sembrano su Scherzi a Parte. Come se non fosse un’impresa già complicata, i leader ce la stanno mettendo tutta per rendere il compito del Capo dello Stato ancora più difficile. L’accordo raggiunto per le presidenze…

Continua

Di Maio e Salvini, un gallo è di troppo nel pollaio

Da qui al momento dell’incarico che il Capo dello Stato conferirà per formare il Governo c’è abbastanza tempo per rompere, ricostruire e rompere ancora l’alleanza populista tra Salvini e Di Maio. Normale amministrazione, dunque, i missili che le due forze politiche hanno appena cominciato a lanciarsi a vicenda. I Cinque Stelle non possono perdere Palazzo…

Continua

La Coalizione di Centrodestra schiantata alla prima curva

Era più inevitabile di una cartella delle tasse: col risultato delle ultime elezioni la coalizione di Centrodestra non poteva durare a lungo. Che però si schiantasse alla prima curva era difficile da immaginare, anche perché con un po’ di pazienza la Lega avrebbe potuto facilmente svuotare Forza Italia dei suoi eletti e soprattutto dei suoi…

Continua

Il primo punto è del Cav

I suoi denigratori lo chiamano caimano e figuriamoci perciò se Silvio Berlusconi poteva accontentarsi del premio di consolazione della presidenza del Senato. La poltrona va bene, ma da sola non vale il prezzo dell’esclusione di Forza Italia dai giochi che d’ora in avanti già immaginano di fare insieme i due vincitori delle elezioni, Di Maio…

Continua