Un computer al governo del Campidoglio

di Gaetano Pedullà

Sul nome di una strada sentirei i cittadini. Basta questa risposta data dalla candidata dei Cinque Stelle Virginia Raggi al concorrente Pd Roberto Giachetti per capire che Roma rischia di vedere caos ben peggiori di quelli che conosciamo. La vicenda è minimale rispetto alle grandi questioni toccate nel faccia a faccia di ieri sera a Sky Tg24.

Su Olimpiadi, trasporti, servizi pubblici e così via conosciamo le idee dei due candidati. Quando però Giachetti propone di intitolare una strada a Marco Pannella – bella iniziativa simbolica, ma che non porta un posto di lavoro – la sfidante gli dà a modo suo una lezione di democrazia diretta, trasferendo ai cittadini, come fa da sempre il Movimento con la rete internet, la decisione se questa scelta è buona o no.

In una città paralizzata dalla mancanza di risorse finanziarie, dove servono idee e decisioni veloci, ci manca solo che si faccia un referendum anche per intitolare una strada. L’idea di rottura col passato che portano i Cinque Stelle è la loro carta migliore, ma Roma merita un sindaco e non un computer in Campidoglio.

  • iosoio

    no caro Pedullà, man mano che la digitalizzazione sarà sempre più ampia ed ognuno di noi avrà un PIN basta un clic e max in 1 ora si ha la risposta; pensa un pò quanto tempo occorre alla proposta portata in Campidoglio, discussa, emendata e messa al voto

  • Cittadino

    la Raggi ha dato una risposta ad una domanda, non ha detto che con un referendum on line vorrebbe risolvere i problemi di Roma, o creare posti di lavoro, per quello il movimento 5 stelle ha un programma che porta avanti da tanto tempo e che sempre piu persone condividono.
    Anche se tanta stampa invece di far conoscere i punti dei vari programmi che magari quello si servirebbero a risolvere qualche problema, preferisce publicare articoli su chi intitolare una strada, che sara una buona e bella strada non dal nome che o da chi le verra dato.

 

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