Un Paese malato di Tafazzismo

di Gaetano Pedullà

Non c’è niente da fare: l’Italia non riesce a guarire dalla sindrome di Tafazzi, il personaggio comico che si diverte nel bastonarsi sulle parti basse. Siamo sinceri: in gran parte del mondo il nostro Paese è conosciuto solo per il calcio, la pizza e la mafia. Lasciamo perdere le élite che conoscono meglio di noi la nostra cultura, l’arte e la cucina. Su sette miliardi di persone la stragrande maggioranza ha un’idea confusa della penisola e anche per questo non viene a visitarla come meriteremmo, facendo crescere il nostro turismo. Per questo lo Stato e le Regioni, l’Unione europea e per parte loro anche i privati investono ogni anno cifre importanti nella promozione del bello dell’Italia. Cancellare gli stereotipi però non è facile e quindi un appuntamento come il G7 in Italia è prezioso, con i grandi della Terra in casa nostra seguiti da centinaia di giornalisti e tv: la più scintillante vetrina per mostrarci degni di essere visitati e apprezzati. Purtroppo Tafazzi incombe e nella locandina mettiamo la foto di un maschio siculo, con la coppola in testa e lo sguardo dominatore su una sprovveduta straniera. È incredibile come nessuno riesca a farci del male come noi stessi.

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