Un silenzio da Prima Repubblica

di Gaetano Pedullà

L a natura differente dei Cinque Stelle. Differente dai vecchi partiti maneggioni, da chi governa e dice una cosa mentre ne pensa un’altra, dalla politica che nasconde la verità, trattando i cittadini come sudditi. Ecco perché il Movimento è diventato rapidamente un gigante nei consensi, fino a conquistare il Governo del Paese. Ora è chiaro che fare è ben altro dal criticare, ma una cosa è assumersi la responsabilità del nuovo ruolo, altra è invece cambiar pelle a tal punto da comportarsi come quei politici che gli italiani hanno spazzato via. Lo scandalo dello stadio della Roma è sotto gli occhi di tutti, e qui è chiaro che hanno sbagliato i vertici nazionali nel segnalare il presidente dell’Acea, e più di loro la sindaca Raggi che ha firmato la nomina di un manager di cui adesso dice di non sapere nulla. A Parigi, invece, il premier Conte si esibisce in sorrisi e grandi dichiarazioni d’intenti con una Francia che ha interessi molto distanti da quelli italiani, dalla Libia ai conti pubblici, dove tra breve Macron dovrà dirci se sta con la flessibilità richiesta da Roma o con il rigore preteso da Berlino. Una scelta che l’Eliseo ha già fatto, ma di cui non ci parlano per non infrangere la pace appena ritrovata dopo gli insulti vomitati sull’Italia nella vicenda della nave dei migranti Aquarius. Sulle grandi questioni, insomma, manca quella chiarezza che è la base di una vera politica del cambiamento. A scaricare le responsabilità sugli altri e a mentire sul fallimento dei vertici internazionali erano bravi anche i politici che c’erano prima.

Commenti

  1. honhil

    I Cinque Stelle sono in affanno e lo saranno sempre di più. E non perché sono un’anomalia nel panorama della politica italiana, ma per il suo esatto contrario. E’ un movimento che nasce pensando già di mettere le mani su quel poco di Stivale che è rimasto, buttando semplicemente polvere negli occhi dei delusi dello spartitismo politico. La ditta Grillo & Casaleggio, per questo è nata. Un’idea orwelliana niente male. Non per niente c’è dentro quasi per intero tutta la sinistra. Peraltro, sempre alla ricerca di un messia a cui affidare anima e corpo. Altro che costola di dalemiana memoria! E’ stata una trasfusione di sangue senza se e senza ma. Insomma, Grillo e Casaleggio hanno saputo fare quello che non è stata in grado di fare, negli Usa, Hillary Diane Rodham Clinton. Ecco perché, per i radical-chic delle due sponde dell’Atlantico, tutti hanno contribuito all’elezione di Trump, tranne lo stesso presidente degli Usa. Eppure, l’unica e sola verità di quelle presidenziali è una e una soltanto: Hillary era un’anitra zoppa. Ma fortunata. Se, tra una conferenza e l’altra, qualcuno di questi solerti giudici o dei tanti giornalisti –italiani compresi- che cercano di screditare il Presidente degli Usa, desse una sbirciatina tra le carte ufficiali (e quelle non più secrete, dopo lo sputtanamento avvenuto tramite Web) dell’ex segretario di Stato, potrebbe scrivere a vita sulle scriteriate cose che, prima, durante e dopo la campagna elettorale, Hillary ha commesso. Peraltro arcisicura che sarebbe rimasta (lei sì) intoccabile, una volta preso possesso dello Studio Ovale ed essere, conseguentemente, diventata l’eroina dei dem dell’intero globo terracqueo. Adesso, tuttavia, dopo che gli americani hanno archiviato definitivamente la Hillary delle sette bellezze sinistre, c’è da chiedersi soltanto cosa sapranno fare gli italiani della Grillo & Casaleggio?

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