Una bugia sulla guerra di religione

di Gaetano Pedullà

Meno male che ormai quasi nessuno creda più nell’infallibilità dei Papi. Perché per bersi le parole pronunciate ieri da Bergoglio ce ne vuole. Quella con i terroristi è una guerra ma non di religione, ha detto Francesco saltando a piè pari che l’attacco della jihad è contro l’Occidente. E dunque inscindibilmente contro la Chiesa e la religione cattolica. I due obiettivi, infatti, non sono per niente diversi. Certo, l’Occidente moderno è il più secolarizzato di sempre, con le chiese deserte e i cristiani più credenti negli oroscopi di Branko e le stelle che nel Vangelo. Questo Occidente è però il frutto di una cultura cattolica, con tutte le sue declinazioni di culto, che ha formato la nostra identità. Colpire un sacerdote mentre celebra messa o i giovani a un concerto, una folla su un lungomare, i ragazzi dentro un bar – i templi insomma della nostra civiltà – fa parte dello stesso piano criminoso. Una guerra tra mondi, dove la religione è il bersaglio diretto e indiretto. Uno scenario che il Vaticano conosce bene, visti i tanti religiosi trucidati nel mondo. Perciò il tentativo di rasserenare gli animi con una bugia non fa troppo onore a Bergoglio.

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