Una riforma in bianco e nero

di Gaetano Pedullà

Un Paese che cade a pezzi come il nostro ha una sola chance: cambiare profondamente. Gli italiani l’hanno capito e hanno dato un consenso senza precedenti al premier che più di tutti ha saputo imporre parole chiave come riforme e rottamazione. La strada era sacrosanta e dopo un primo anno di queste riforme oggi il Paese può guardare avanti con più fiducia rispetto ai mesi disastrosi dei governi Monti e Letta. La crisi e il decadimento morale, prima ancora che materiale, ci obbligano però a procedere a tappe forzate e a fare riforme anche ruvide. Di spazio per una forte spinta riformista d’altronde ce n’è a volontà. Per questo non entusiasma la proposta di riforma della Rai, dove come prima cosa si dovevano tirare fuori i partiti dalla governance e invece si lascia la scelta di metà Cda al Parlamento e in più si assicura un posto fisso al sindacato interno. Un bel topolino venuto giù dalla montagna di Palazzo Chigi mentre i manager in sella una riforma vera la facevano sul serio, emettendo obbligazioni e così consentendo di smarcare Viale Mazzini dal tetto sugli stipendi. Una riforma buona già aggirata con i giochetti si sempre.

Commenti

  1. Saverio Schinzari

    Gli Italiani, ricordo, non hanno dato alcun consenso al programma del Governo, nè tanto meno a Renzi, che non eletto da alcuno, sta semplicemente occupando una poltrona abusivamente. Perchè di questo si tratta.. Le cosiddette riforme sarebbe meglio chiamarle con il vero nome, cioè CONTRORIFORME, e non si capisce tutta questa fretta a voler incidere e stravolgere la Costituzione senza aver avuto alcun consenso elettorale. Poi Direttore si ricordi che tutti codesti giovinastri alla guida del Paese, in prima fila Renzi, la Serracchiani, la Moretti e tanti altri, erano tra coloro che la pensavano molto diversamente rispetto alle porcherie che stanno mettendo in atto. Ad esempio tutti costoro un anno, o due anni fa riconoscevano l’inutilità della riforma sul lavoro, e sul jpbs-act, ritenendola non una priorità. Poi tra il dire ed il fare….., disconoscevano qualsiasi alleanza con il caimano……. Stia sereno Renzi, la gente non dimentica poi così facilmente, nonostante la clac mediatica a suo favore. Un pò di coerenza tra tutti noi non guasterebbe.

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