Via la zavorra o le riforme rallenteranno

di Gaetano Pedullà

Ma come si fa a dire che Renzi ha perso le elezioni? Guardate la cartina del Paese con in rosso le Regioni del Pd. A Emilio Fede non sarebbero bastate le bandierine. La vera vittoria sta però nelle regioni perdute, nell’insuccesso delle candidature in Veneto e Liguria, e ancor di più nel colpo basso della Bindi in Campania, con la lista degli impresentabili tirata fuori a poche ore dal voto. Di fronte a questi flop il presidente del Consiglio non ha più scelta: o cambia registro e inizia a dialogare con la sinistra interna al Pd oppure si irrigidisce e rompe definitivamente. Da quel che si conosce del carattere del premier è improbabile un accomodamento con D’Alema, Camusso e il resto della ditta. Anche perché un’eventuale tregua durerebbe niente. Più facile che già alla direzione dell’8 giugno si arrivi con una scissione in atto. Se il Pd non ha goduto di un vento elettorale a favore è perché così diviso manda messaggi discordanti. Meglio allora tagliare i rami secchi. E pazienza se il progetto del Partito della nazione può rallentare. Quello che conta è continuare a correre verso le riforme. E senza zavorra si corre meglio.

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