Zero scuse sulla crescita che non c’è

di Gaetano Pedullà

In Giappone una fabbrica di gelati ha aumentato dopo 25 anni il prezzo dei prodotti e tutti i dipendenti si sono inchinati per chiedere scusa ai consumatori. Qui il Governo si è accorto in soli tre mesi di aver sbagliato del 25% le sue previsioni economiche per l’intero 2016 e nessuno si è preso la benché minima responsabilità. Anzi, il taglio delle stime sulla crescita dall’1,6 all’1,2% è stato minimizzato in un surreale discorso sull’accelerazione degli investimenti pubblici e privati. Soldi che purtroppo girano solo nella fantasia del ministro Padoan visto che – in caso contrario – non avremmo la frenata del Pil appena annunciata. Così diventano inevitabili due grandi problemi. Il primo è rifare la legge di stabilità, tagliando altre spese o aumentando le tasse. Strada inevitabile anche se l’Europa dovesse concederci (e non sarà facile convincerla) più flessibilità sui conti pubblici. Il secondo problema è però persino più insidioso: se in tre mesi abbiamo perso un quarto della crescita prevista, è molto probabile che da qui a fine anno le attuali politiche economiche ci faranno abbassare ancora l’asticella. Per questo il far finta di nulla del Governo fa paura.

 

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Un’altra occasione sprecata. Se l’Italia è dove la vediamo, in coda a tutte le classifiche della crescita e del benessere, è perché sbattere la testa contro il muro non ci basta. Aspettiamo che si rompano i mattoni mentre invece ci siamo giocati il cervello. E dire che anche le pietre hanno capito cosa ci serve:…

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Un Paese malato di Tafazzismo

Non c’è niente da fare: l’Italia non riesce a guarire dalla sindrome di Tafazzi, il personaggio comico che si diverte nel bastonarsi sulle parti basse. Siamo sinceri: in gran parte del mondo il nostro Paese è conosciuto solo per il calcio, la pizza e la mafia. Lasciamo perdere le élite che conoscono meglio di noi…

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Il partito che esprime il Presidente del Consiglio ed è azionista di riferimento della maggioranza esce con le ossa rotte da uno dei soliti giochetti di Palazzo. La guida della Commissione Affari costituzionali, da dove passerà (quando passerà) la nuova legge elettorale è andata a un alfaniano, tale Salvatore Torrisi, del quale devono conoscerne le…

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Così Assad ha vendicato l’amico Putin

La guerra è sempre una cosa schifosa e solo le anime belle possono sostenere che l’uso del gas è un’atrocità peggiore di tante altre. Nella Siria dilaniata da sei anni di conflitto civile si è visto quanto di più orribile sa fare l’uomo, in un mix di odio etnico tra sunniti e sciiti, terrorismo dell’Isis,…

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Le colpe gravi dei vertici Rai e Mediaset

C’è poco da fare: la rissa in tv paga in termini di ascolti e pubblicità. E se a menarsi sono personaggi un minimo noti per giorni la storia è un argomento fisso nelle chiacchiere da bar, sui social e sulla stampa. L’episodio di domenica scorsa nello studio di Barba D’Urso è solo l’ultimo di una…

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La finanza cade sempre in piedi

L’ipotesi del complotto per ora non regge. Il tribunale di Trani ha assolto le agenzie di rating Standard & Poor’s e Fitch dall’accusa di aver manipolato il mercato favorendo la grande speculazione che fece impennare lo spread sul nostro debito pubblico nel 2011. Un giochetto che gli italiani pagano ancora. Per effetto di quella crisi…

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Juncker, ma ci faccia il piacere

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker è un personaggio buffo. Dopo essere stato al governo del paradiso fiscale Lussemburgo, una volta approdato a Bruxelles è arrivato a darci lezione di sobrietà fiscale. Spiritoso, soprattutto quando ha il fiasco in mano, ieri ha superato se stesso lanciando un anatema alla perfida Albione. “Rimpiangerete l’Unione europea”,…

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