Salvini e Meloni attendono alla finestra il risultato delle presidenziali francesi. Il futuro del Centrodestra passa dal risultato di Marine Le Pen

di Giorgio Velardi
Politica

Tutto dipenderà da come perderà (se perderà) Marine Le Pen. Perché se da una parte Matteo Renzi ha puntato tutte le sue fiches sul cavallo dato per vincente, quell’Emmanuel Macron che viaggia a vele spiegate verso l’Eliseo, dall’altra Matteo Salvini e Giorgia Meloni stanno alla finestra sperando che se di sconfitta si dovesse trattare la leader del Front National riesca comunque a limitare i danni. Infatti è indubbio che, anche se di presidenziali francesi si sta parlando, l’elezione del successore di Hollande avrà un riverbero sugli equilibri di un Centrodestra italiano in cerca d’identità. “Se pur perdendo la candidata del Fn dovesse ottenere una percentuale che supera il 40%, come credo alla fine accadrà perché mi pare sottostimata, il segretario della Lega e la leader di Fratelli d’Italia potrebbero uscirne comunque galvanizzati”, spiega a La Notizia la politologa Sofia Ventura.

Risultato che i due userebbero poi “pro domo loro”, chiarisce Ventura, visto pure il fatto che a meno di un anno dalle elezioni la leadership del Centrodestra è vacante e i due tenterebbero di far pendere la bilancia dalla loro parte. All’atteso appuntamento, è cosa nota, l’area si è presentata divisa: da una parte Salvini e Meloni si sono immediatamente schierati con “Marine”, dall’altra Forza Italia, eccezion fatta per Daniela Santanché – da tempo su posizioni più leghiste che moderate – ha puntato sul repubblicano François Fillon, dato per vincente ma poi “abbattuto” dal Penelope-gate. Berlusconi non vuole farsi stritolare nella morsa del duo “sovranista”. Il Cavaliere, dice Ventura, “punta a non trovarsi in coalizione con una destra marcatamente populista com’è quella di Salvini ma anche a non consegnarsi mani e piedi a Renzi”.

Perciò l’ex premier spera che alla fine i mal di pancia che serpeggiano dentro via Bellerio (e non sono pochi) costringano il leader leghista ad ammorbidire i toni. In molti, a cominciare da Umberto Bossi, non digeriscono le sue posizioni e vorrebbero un ritorno alle origini. La sintesi perfetta l’ha fatta qualche giorno fa Gianni Fava, sfidante di “Matteo” al congresso: “La gente non ha compreso l’avvicinamento al Front National, un soggetto centralista”. Così Silvio gongola. In attesa di Strasburgo.

Twitter: @GiorgioVelardi

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