Ema in Olanda la partita si riapre. Nuovo ricorso della Farnesina per portare a Milano la sede dell’Agenzia europea del farmaco

dalla Redazione
Politica
ENZO MOAVERO MILANESI

Sono passati quasi 15 mesi dal sorteggio che decise la sorte dell’Agenzia europea del farmaco, trasferendo la sede da Londra, per effetto della Brexit, ad Amsterdam nonostante nelle precedenti votazioni i 27 membri dell’Ue avessero preferito Milano. Una decisione mai andata giù all’Italia, che con il Governo Gentiloni, appoggiato anche dai suoi allora oppositori e oggi maggioranza a sostegno dell’Esecutivo in carica. E mal digerita pure dal sindaco di Milano, Beppe Sala, e dalla Regione Lombardia, dove nei mesi successivi è andato in scena il cambio della guardia alla presidenza tra Roberto Maroni a Attilio Fontana. I rispettivi uffici legali si misero subito al lavoro sui ricorsi da presentare alla Corte di Giustizia Ue contro la decisione e la modalità con la quale fu presa.

Il 30 gennaio dell’anno scorso Governo e Comune annunciano il ricorso; ma tre settimane dopo, il 22 febbraio, l’ufficio legale del Consiglio Ue definisce “irricevibile” e addirittura “grottesco” quello presentato al Tribunale Ue da Palazzo Marino. Quello del Governo, invece, come ha ricordato la Farnesina, è tuttora pendente. Il nuovo ricorso presentato ieri dal ministero degli Esteri, guidato da Enzo Moavero Milanesi, “conferma la determinazione italiana a far debitamente verificare, a livello giurisdizionale, la legittimità delle procedure seguite per stabilire la nuova sede dell’Ema, a fronte del fatto che la candidatura di Milano offriva tutte le garanzie immediate per la continuità operativa di un’agenzia Ue, come Ema, fondamentale per la tutela della salute dei cittadini dell’Ue”.

In un’intervista al francese Le Monde, il direttore dell’Ema, Guido Rasi, ha denunciato il fatto che il trasferimento ad Amsterdam, che deve avvenire entro il primo marzo, si sta rivelando “un rompicapo, uno spreco di tempo, energie e risorse”. L’attività di regolazione dell’agenzia, ha ammesso, “purtroppo si è fermata a causa del trasloco”.