Esercito di consulenti all’Agenas. La Corte dei Conti spara a zero sull’Agenzia dei servizi sanitari. Spende milioni. Una piaga emersa quando era presidente l’attuale sottosegretario Coletto

di Clemente Pistilli
Cronaca

Un esercito di collaboratori. Il solito che immancabilmente si muove attorno agli enti pubblici. Professionisti retribuiti spendendo quasi otto milioni di euro in un anno. E persino l’investimento di sei milioni e mezzo per aiutare le Regioni in crisi a risollevarsi. Un particolare che suona come un paradosso. Il quadro tracciato dalla Corte dei Conti sull’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, è impietoso. I magistrati contabili ammettono che l’ente dalla difficilissima mission di rendere la sanità virtuosa va meglio. Ma non abbastanza. Almeno non come dovrebbe.

Proprio nel periodo in cui alla presidenza della struttura c’era l’attuale sottosegretario leghista alla salute Luca Coletto. Istituita nel 1993, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali è l’organo tecnico-scientifico del servizio sanitario nazionale. Deve svolgere attività di supporto alle politiche di governo dei sistemi sanitari di Stato e Regioni, organizzare i servizi, badare all’erogazione delle prestazioni sanitarie. In estrema sintesi deve monitorare, valutare, analizzare e controllare l’assistenza sanitaria, realizzare progetti di ricerca, attività di formazione e occuparsi della prevenzione della corruzione e dei conflitti di interessi nella sanità. Deve, tra l’altro, monitorare i temi d’attesa e frenare disfunzioni e sprechi.

La Corte dei Conti ha analizzato la gestione finanziaria dell’Agenas, concentrandosi in particolare sul 2017, ed è emerso ancora una volta il problema delle tante consulenze che corrispondono ad altrettante spese. Nella relazione inviata al Parlamento, i magistrati contabili hanno specificato che su tale fronte già avevano raccomandato in passato all’Agenzia di correggere rotta. Un richiamo affinché gli incarichi venissero limitati e venissero definite in modo chiaro, anche sul sito istituzionale, le tipologie contrattuali. Ma poco sembra essere cambiato. Tanto che sono stati monitorati i rapporti instaurati con ben 249 collaboratori nell’arco di dodici mesi. Con un investimento di oltre un milione di euro soltanto per le attività di “educazione continua in medicina”, nota come Ecm.

La Corte dei Conti ha inoltre specificato che “restano scostamenti significativi tra gli accertamenti e gli impegni a consuntivo e le previsioni definitive di bilancio, indice questo di una ancora insoddisfacente capacità programmatoria cui l’Ente dovrebbe porre rimedio con un più attento monitoraggio delle effettive esigenze, soprattutto in materia di spese”. Gli aumenti delle spese correnti, senza tali correttivi, non bastano. Una situazione emersa mentre alla presidenza dell’Agenzia c’era appunto l’attuale sottosegretario leghista Coletto, da venti anni impegnato con quello che era il partito del Nord e in passato anche assessore alla sanità alla Regione Veneto, dove ha mantenuto un forte legame con il presidente Luca Zaia.

Da Agenas si sono giustificati dicendo che i tanti incarichi esterni sono stati dati nell’attesa di poter assumere altre 100 persone e far così fronte ai tanti impegni dell’ente, specificando che non sarebbero riusciti a far fronte alle molteplici incombenze con i soli 46 dipendenti. Si vedrà. Il veronese Coletto intanto, dopo essere stato scelto come presidente dell’Agenzia dal ministro Beatrice Lorenzin, durante il governo di Matteo Renzi, con i giallo-verdi ha ottenuto il 28 novembre scorso l’incarico di sottosegretario al Ministero della salute, lo stesso a cui compete la vigilanza sull’Agenas. Sinistra o destra quando si parla di politiche della salute Coletto dunque c’è sempre. Non resta che attendere e vedere se l’idea di pentastellati di togliere la politica dalla sanità riuscirà a concretizzarsi.

Riceviamo e pubblichiamo

“Per una volta è forse giusto partire dalla fine. Perché è vero che fu il governo Renzi, con l’allora ministro della Salute Beatrice Lorenzin, a controfirmare la mia nomina a presidente dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali. Ma, per completare La Notizia, manca un dettaglio di non poco conto: furono i colleghi delle Regioni ad indicare il mio nome, ritenendolo idoneo per il ruolo di presidente di AGENAS. Sul merito della mia attività in AGENAS mi preme precisare che nell’agosto 2016, quando arrivai, trovammo insieme ai componenti del nuovo CdA, una situazione amministrativa assai complessa sulla quale cercavano chiarezza anche gli uomini della Guardia di Finanza. Abbiamo trovato situazioni preoccupanti che riguardavano la precedente gestione dell’Agenzia. Fin dal 2014, con la nuova direzione e con il pieno sostengo di tutto il consiglio d’amministrazione, per AGENAS è partita una nuova stagione. Negli anni di mia presidenza l’Agenzia ha quadruplicato i suoi impegni in favore del Sistema Sanitario Nazionale. Abbiamo generato strumenti di verifica e monitoraggio per livellare verso l’alto lo standard di cura delle singole regioni. Abbiamo rafforzato i sistemi di misurazione e di controllo, abbiamo realizzato l’Osservatorio delle buone pratiche e generato il reale e concreto affiancamento alle aziende sanitarie in piano di rientro. Sono strumenti complessi e, se sfruttati da chi organizza la sanità pubblica, portano a benefici enormi per i pazienti e risparmi ingentissimi alla finanza pubblica. Tutto questo, in attesa del termine dei concorsi, in itinere, che adeguino la pianta organica di AGENAS all’effettivo carico di lavoro, lo abbiamo fatto con lo stesso numero di collaboratori che l’Agenzia aveva in anni in cui tutto questo non veniva fatto. Noi siamo stati quelli che hanno sanato i rilievi della Corte dei Conti. Noi siamo quelli che il ricorso alle collaborazioni esterne lo hanno praticato alla luce del sole, affidandole a professionisti di alto livello, i cui profili sono stati inseriti in un albo attraverso un avviso pubblico e selezionati da apposite commissioni, con il massimo della trasparenza, attraverso procedure rigorose e disposte dal CdA che mi pregio di avere presieduto in questi ultimi anni. Ed è grazie alla nostra azione e al lavoro di AGENAS, anche dei suoi collaboratori, che oggi l’Italia è dotata di un Piano Nazionale Anticorruzione specifico per la sanità, pubblicato sulla gazzetta ufficiale. Un piano che abbiamo costruito e che continuerò a portare avanti perché tutta la mia azione di governo, da sempre, è impostata sul rispetto della legge, correttezza e responsabilità. Noi le cose le raccontiamo dopo averle fatte e siamo abituati a farle in silenzio. Questa è stata solo una buona occasione per raccontarne qualcuna”.
Luca Coletto – Sottosegretario alla Salute