Expo, appuntamento nel 2020 con la prima esposizione universale in un Paese arabo. A Dubai previsti 25 milioni di visitatori. Una grande opportunità per il Made in Italy

di Carola Olmi
Economia

Gli strascichi giudiziari per l’allora commissario Beppe Sala non sono ancora terminati, ma se qualcuno avesse nostalgia dell’Expo di Milano 2015 si può già preparare al nuovo appuntamento, esattamente tra due anni a Dubai. La marcia di avvicinamento all’esposizione araba è partita da tempo, con l’Alto Commissariato di gestione (una sorta di nostra cabina di regia affidata al manager Paolo Glisenti) e l’Assolombarda ormai a buon punto nel combinare la presenza italiana in quello che è un giardino delle meraviglie per le imprese del Made in Italy.

Expo 2020 Dubai non sarà infatti solo la prima esposizione universale in un Paese arabo, con 25 milioni di visitatori previsti, ma insieme ai mondiali di calcio del 2022 in Qatar segnerà il massimo impegno di un’area con non poche contraddizioni democratiche e politiche, ma anche un vastissimo potenziale di mercato. Per questo i promotori della partecipazione italiana hanno iniziato una sorta di recruiting, partendo ieri con il lancio di una collaborazione con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca su un progetto legato all’acqua, alla biodiversità e tutela delle specie marine. È seguito il lancio di un concorso in Regione Lombardia, insieme al Politecnico e alla Camera di Commercio di Milano, per i giovani designer italiani che vogliono confrontarsi e competere per portare a Dubai le loro idee e le loro opere d’ingegno.

SCAMBI COMMERCIALI – Ma non finisce qui. Si prosegue domani a Roma, con la Joint Italian Arab Chamber of Commerce (JIACC) che ospiterà nella sede di Confindustria il secondo Italian Arab Business Forum, a cui parteciperà un’importante delegazione economica proveniente dagli Emirati Arabi Uniti e guidata dal loro ministro dell’Economia, H.E. Sultan bin Saeed Al Mansoori. Un passaggio da cui è atteso un significativo incremento dei flussi commerciali e degli investimenti bilaterali. Venerdì 19, il Milan Center for Food, Law and Policy, nato con Expo Milano 2015 e presieduto da Livia Pomodoro, darà il via al grande dibattito internazionale sui temi oggetto della collaborazione con Expo Dubai 2020 che, dall’Artico al Mediterraneo, affronterà le complesse questioni legate alla regolamentazione internazionale e alla tutela dei diritti, alla sostenibilità e al climate change, alla presenza di importanti ospiti nazionali e internazionali. Da qui partiranno altre iniziative, da Genova a Matera e a Roma, per generare sempre maggiore consapevolezza sull’evento e far crescere l’attenzione sul tema scelto da Dubai per la manifestazione: “connettere le menti per generare un futuro migliore”.