Expo, continuiamo a pagare il conto. La manifestazione è finita ma il Governo mette ancora milioni. Per coprire il buco

di Carmine Gazzanni

Che sia stato un successo, è indiscutibile. Che ci sia voluto un patrimonio (che ha toccato quasi quota 20 miliardi) per finanziare un evento mondiale, è altrettanto noto. Quello che forse non tutti sanno è che, nonostante l’esposizione universale sia terminata ormai da più di un mese (ha chiuso i battenti il 31 ottobre), ancora continuiamo a pagare per questioni legate all’evento. Anzi, si confezionano decreti ad hoc proprio per predisporre pagamenti per l’evento stesso.

IL DECRETO – Impossibile? Niente affatto. Esattamente una settimana fa, mercoledì 25 novembre, infatti, il Governo guidato da Matteo Renzi ha licenziato un decreto – il numero 185 – riguardante “Misure urgenti per interventi nel territorio”. Una legge certamente di primo piano, dato che parliamo di finanziamenti  che svariano dagli “interventi urgenti per la Regione Campania” a quelli per il Comune di Reggio Calabria, dal Giubileo fino ai fondi per la riqualificazione delle aree periferiche urbane. Eppure, tra i commi e gli articoli del decreto, spunta la norma che non ti aspetti: con l’articolo 5, infatti, viene stanziato un monte di ben 150 milioni di euro proprio per la società guidata da Giuseppe Sala.

Ma come – si dirà – non era terminato l’evento? Ni. Nel senso che, sebbene i padiglioni siano stati chiusi e smontati, c’è urgenza di capire come riutilizzare l’immensa area. Un problema non da poco, considerando l’estenione del territorio in questione. Ed ecco allora spiegati, ad esempio, i 50 milioni stanziati “per le iniziative relative alla partecipazione dello Stato nell’attività di valorizzazione delle aree in uso alla Società Expo S.p.a.”. Restano, però, da giustificare altri 100 milioni. Ecco allora il comma 2 dell’articolo tramite il quale vengono attribuiti 80 milioni all’Istituto Italiano di Tecnologia (ITT) “per la realizzazione di un progetto scientifico e di  ricerca”, da mettere a punto dopo aver sentito “gli enti territoriali e le principali istituzioni scientifiche interessate”, da attuarsi utilizzando anche “parte delle aree in uso a Expo S.p.a.”. Tutto regolare, dunque. L’unica cosa che sorprende è che il finanziamento d’oro, si specifica, vale per il solo 2015. Ergo, 80 milioni per soli due mesi di lavoro 40 milioni a mese. All’incirca 1,5 milioni a giorno.

OCCHI APERTI – Ma al nostro conto restano gli ultimi 20 milioni. Ed è qui che ne abbiamo delle belle. Recita il comma 4: “È autorizzato, per l’anno 2015, un contributo dello Stato” da 20 milioni “per il concorso agli oneri di sicurezza sostenuti dalla Società Expo S.p.a. per la durata dell’evento”. Repetita iuvant: per la durata dell’evento. Ci sarebbe da chiedere di quale evento stiamo parlando, dato che l’esposizione, come detto prima e come tutti sanno, è bella che ultimata. Eppure i soldi servono in fretta, tanto che verranno presi dai finanziamenti inizialmente previsti per la realizzazione della riqualificazione della tranvia extraurbana Milano-Limibiate. Un’opera che per ora può aspettare, dunque. Molto più urgente la sicurezza dell’Esposizione, nonostante sia già terminata da oltre un mese. A meno che qualcuno non creda siano necessarie guardie per monitorare il transito delle balle di fieno per il decumano massimo. In quel caso sì: urgono 20 milioni. Per tutta la durata dell’evento. Qualunque esso sia.

@CarmineGazzanni