Ferrovie, Gse, Sace & C. Ecco chi può spuntarla. Fs in quota Lega, Servizi energetici in bilico. Le partite Inps e Istat

di Stefano Sansonetti
Primo piano

Partita delle nomine archiviata dopo le scelte in Cassa Depositi? Macché. Il lavorìo dietro le quinte è ancora in corso. Nei prossimi giorni, per dire, arriverà al pettine il nodo Fs, dove al timone c’è il renzianissimo Renato Mazzoncini, peraltro recentemente rinviato a giudizio per una presunta truffa risalente a quando era al timone di Busitalia. Qui si conferma il grande interesse della Lega, che vedrebbe bene al suo posto Giuseppe Bonomi, già deputato del Carroccio e già presidente di Alitalia e Sea. A giocare a favore di Bonomi sarebbe soprattutto il convinto appoggio di Matteo Salvini, mentre il sottosegretario di Palazzo Chigi, l’altro leghista Giancarlo Giorgetti, avrebbe una posizione più sfumata. Ma che Fs sia un settore di “influenza” della Lega è dato per certo. Dopodomani dovrebbero decidersi anche le sorti del Gse, che gestisce 16 miliardi l’anno di incentivi alle rinnovabili. Il tema è molto sensibile per i grillini, al punto da averlo citato anche nel programma. Qui l’ultimo nome a circolare, per il ruolo di presidente e Ad, è quello di Luca Dal Fabbro. Curriculum poderoso, già Ad di Eon Italia ed Enel Energia, oggi siede nel Cda di Terna dove è entrato nel 2014 con l’ex Ad Matteo Del Fante (quindi in piena epoca renziana). Un altro profilo circolato nei giorni scorsi, molto più di area Cinque Stelle, è il tecnico Maurizio Di Marcotullio, che è anche attivista del Movimento. La sua posizione, ora, appare più distaccata. Sempre dalle parti dei pentastellati si era fatto il nome di Alberto Biancardi, bocconiano, esperto di energia. Peccato però che Biancardi attualmente sieda nel Collegio dell’Authority per l’Energia, secondo il cui statuto non potrebbe immediatamente passare a una società come il Gse. Oggi, poi, in casa Cdp sarà confermata la scelta di Fabrizio Palermo come Ad, operazione su cui hanno messo il cappello i Cinque Stelle. Qui il ministro dell’economia, Giovanni Tria, sembra aver subìto l’indicazione. Ma ulteriori movimenti non sono da escludere. In queste ore a via XX settembre circola un piano che vorrebbe rendere la Sace, controllata di Cdp che si occupa di garanzie assicurative alle imprese italiane che operano all’estero, più indipendente dalla casa madre da un punto di vista operativo.

Il punto– L’assunto è che Sace, oggi guidata dal traballante Ad Alessandro Decio, svolge la maggior parte della sua attività a favore di Fincantieri (di cui anni fa lo stesso Palermo è stato direttore finanziario). Insomma, al ministero ritengono che dovrebbe un po’ diversificare, anche per non correre troppi rischi. In ballo, infine, ci sono le poltrone dell’Inps e dell’Istat. Sulla prima, in tempi rapidi o più prolungati, potrebbe andarsi a sedere il leghista Alberto Brambilla, già sottosegretario al lavoro. L’altra, sin qui occupata da Giorgio Alleva, potrebbe essere appannaggio di Gian Carlo Blangiardo, professore di demografia alla Bicocca, anche lui considerato vicino alla Lega.

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