Festa della Liberazione, l’Italia prova a essere un Paese più unito. Ma scoppia la polemica tra Anpi e Comunità ebraica

dalla Redazione
Politica

Il giorno delle celebrazioni del 73° anniversario della Liberazione. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prima di recarsi a Taranta Peligna e a Casoli, ha reso omaggio al Monumento del Milite Ignoto all’Altare della Patria.
Il Presidente Mattarella, accompagnato dalla Ministra della Difesa, Roberta Pinotti, dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Claudio Graziano, ha passato in rassegna il reparto d’onore schierato con Bandiera e banda. Ha quindi deposto una corona d’alloro sulla Tomba del Milite Ignoto. Presenti alla cerimonia il Presidente del Senato, il Presidente della Camera dei Deputati, il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Corte Costituzionale, i Vertici militari e autorità locali.

“La Resistenza rappresenta un punto di riferimento irrinunciabile nella vita democratica del Paese: è in questa pagina fondamentale della nostra storia che ogni cittadino italiano può infatti ritrovare le radici della Repubblica e della Carta costituzionale – ha detto il presidente della Camera Roberto Fico – “L’Italia deve dimostrare di aver tratto insegnamento dal suo passato e di saper onorare la memoria di quanti, anche a prezzo della vita, ci hanno consegnato gli ideali di una società realmente libera e democratica”. Il premier Paolo Gentiloni, invece, ha scritto su Twttier: “Fu il giorno del riscatto dell’Italia”.

Polemiche a Roma dove l’Anpi ha organizzato un corteo unitario, ma la Comunità ebraica ha scelto di non prendere parte alla manifestazione, riunendosi in un’altra zona. Una scelta dettata dalla presenza della rappresentanza palestinese, che ha dichiarato di voler sfilare indossando bandiere e kefieh. “In questa giornata bisogna portare rispetto alla storia e ai suoi protagonisti”, ha spiegato in una nota la brigata ebraica, definendo quelli palestinesi “simboli estranei allo spirito del 25 aprile”.

Mattarella in Abruzzo – “La Patria che rinasceva dalle ceneri della guerra si ricollegava direttamente al Risorgimento, ai suoi ideali di libertà, umanità, civiltà e fratellanza”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella da Casoli, dove ha commemorato le vittime del campo di concentramento della città abruzzese. “Non fu, dunque, per caso, che gli uomini della Brigata Maiella scelsero per se stessi la denominazione di patrioti. Non era, quella fascista, la Patria che aveva meritato il sacrificio eroico di tanti soldati italiani”.

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