Fico rompe il silenzio sul caso Ustica. A Parigi, nel corso del bilaterale con il suo omologo Ferrand, evoca la strage del Dc9 e annuncia che invierà alla Francia una lettera con richieste specifiche

dalla Redazione
Politica

Il presidente della Camera, Roberto Fico, nel corso del suo incontro bilaterale con l’omologo francese Richard Ferrand, ha evocato il caso di Ustica, sottolineando che anche la Francia “può fare la sua parte” e annunciando l’invio di una lettera a Parigi “con dei punti specifici di richiesta”.

Fico ha fatto sapere di aver parlato della strage del Dc9 Itavia con il suo omologo francese al termine dell’incontro al Palais Bourbon. “Lo ritengo fondamentale – ha detto il presidente della Camera – anche perché ho promesso ieri in Piazza Fontana di andare avanti con le desecretazioni, rispetto alla Camera dei Deputati, rispetto al lavoro con il presidente del Senato e quindi anche la Francia può fare la sua parte. Ho chiesto al presidente del Parlamento se queste cose potevano andare avanti”.

L’affaire Ustica si trascina dal 27 giugno 1980, quando, secondo le conclusioni della monumentale istruttoria condotta dal giudice Rosario Priore, il Dc9 della compagnia Itavia fu abbattuto sul Tirreno, tra le isole di Ponza e Ustica, lungo la rotta Bologna-Palermo. Le vittime furono 81, tra passeggeri e membri dell’equipaggio. Ancora oggi la Procura di Roma indaga sulla strage nell’ambito di un’inchiesta che è principalmente rivolta alle responsabilità della Francia che, sempre secondo le conclusioni della prima istruttoria, quella notte aveva i suoi caccia in volo nei cieli dell’Italia e almeno una portaerei operativa al largo della Corsica.