Francia e Germania ci fregano. Quell’allarme del neo coordinatore di Fdi, Crosetto, sulla Difesa unica europea: favorisce i colossi di Parigi e Berlino

di Stefano Sansonetti
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di Stefano Sansonetti

L’investitura desta interesse per quella che potrebbe essere definita la “filosofia” di base che contraddistingue il centro-destra e la relativa candidatura. Un filosofia, in particolare, che guarda con grande apprensione al progetto della Difesa comune europea, descritta come una grande minaccia per le imprese italiane. In questi giorni i riflettori, tra i tanti, sono puntati su Guido Crosetto, nominato coordinatore di Fratelli d’Italia e candidato come capolista alla Camera in Piemonte. Crosetto ha una lunga storia imprenditoriale e politica alle spalle, sempre inserita nel centro-destra. Basti pensare che per ben tre legislature è stato deputato di Forza Italia-Pdl. Tra il 2008 e il 2011, in occasione dell’ultimo Governo guidato da Silvio Berlusconi, è stato anche sottosegretario al Ministero della Difesa. Sono in molti, ora, a pronosticare un suo coinvolgimento nell’Esecutivo, nel caso in cui il centro-destra riuscisse a prevalere.

Il dettaglio – Ma Crosetto, negli ultimi quattro anni, è stato pure presidente dell’Aiad, l’associazione confindustriale che rappresenta le aziende dei settori aerospazio, difesa e sicurezza. Si tratta di un’organizzazione a forte “trazione” Leonardo. Il suo presidente onorario, per dire, è l’attuale Ad del colosso della Difesa, Alessandro Profumo. Su 16 consiglieri, ben 10 sono manager della ex Finmeccanica o di sue società partecipate. Ma quel che più conta è il Crosetto-pensiero sul futuro del settore. In un’audizione del 10 ottobre 2017, di fronte alle Commissioni riunite Difesa e Attività produttive della Camera, in qualità di presidente dell’Aiad ha lanciato un allarme di non poco conto sul progetto di Difesa europea a cui stanno lavorando, a vario titolo, Parlamento Ue, Consiglio e Commissione. “La nostra preoccupazione”, ha esordito Crosetto in quella sede come rappresentante dell’industria italiana, “è vedere se il sistema Paese è pronto a una rivoluzione a 360 gradi di questo tipo”. Il fatto è che “in questo momento il ruolo delle aziende italiane in Europa, il loro peso industriale, è inferiore a quello di altri Paesi”. E qui Crosetto ha fatto l’esempio di Airbus, che fa capo alla holding statale francese Sogepa (11,1%) e a quella tedesca Gzbv (11,1%), e Thales, colosso transalpino. “Basti prendere Airbus e Thales”, ha riferito alla Camera, per poi aggiungere che “in questo momento il peso maggiore in Europa è quello tedesco e francese”. E poi il passaggio fondamentale: “In un eventuale tentativo di razionalizzazione dell’industria della Difesa europea, probabilmente noi rischiamo di essere un vaso di coccio”. Per carità, l’allarme non vuole esprimere una contrarietà di base a una sorta di processo di consolidamento.

Riflessi sui conti – Ma “una scelta di questo tipo”, ha ancora argomentato davanti ai deputati, “imporrebbe all’Italia un impatto di bilancio per competere con gli altri, a meno che non si accetti di uscire dal settore e di lasciare ad altre nazioni fette industriali”. Insomma, la situazione non è certo facile per uno Stato sempre alle prese con l’esigenza di far quadrare i conti. E per rendere la situazione ancora più eloquente Crosetto non ha potuto evitare di riferirsi all’“azionista” di maggioranza dell’Aiad, ovvero la ex Finmeccanica. “Leonardo oggi ha 12 mila ingegneri”, ha spiegato, “e al momento in Italia non c’è nessun altro settore che possa assorbire una parte significativa di questi”. Così l’uomo forte rispolverato da Fratelli d’Italia in vista delle elezioni, che in questi giorni ha chiarito di essersi autosospeso dalla presidenza Aiad, sembra avere idee molto chiare sugli sviluppi della Difesa in Italia. Ed è verosimile che queste idee saranno destinate ad avere un peso nel centro-destra.

Identikit dell’Aiad. Dalla ex Finmeccanica fino alle filiali dei colossi esteri

Cosa è esattamente l’Aiad, l’associazione guidata negli ultimi quattro anni da Guido Crosetto, diventato da poco Coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia e in predicato di ottenere un incarico di peso in un eventuale Governo di centro-destra? L’associazione, aderente a Confindustria, rappresenta le imprese dei settori aerospazio, difesa e sicurezza. Parliamo quindi di Leonardo, ma anche di altri big come Avio, Fincantieri, Fiocchi Munizioni, Piaggio Aerospace e Vitrociset. Di più, perché in Aiad sono rappresentate anche le controllate italiane di alcuni colossi esteri come l’americana Northrop Grumman, la tedesca Rheinmetall e la francese Thales. Insomma, i principali attori a confronto sul business in Italia.

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