Francia, allarme terrorismo a Parigi. Ci sono sei feriti: tre sono gravi. Arrestato il presunto attentatore: è un algerino di 37 anni

dalla Redazione
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Tredici mesi dopo la strage di Nizza, la Francia ripiomba nella paura. Stavolta il teatro dell’attacco è Levallois-Perret, comune alla periferia nord di Parigi, ma la dinamica pressoché la stessa, per fortuna con conseguenze meno gravi di quelle che il 14 luglio 2016 – quando un autocarro investì la folla nei pressi della promenade des Anglais – portarono alla morte di 87 persone e al ferimento di 302. Stamattina, intorno alle 8, un gruppo di militari dell’operazione antiterrorismo “Sentinelle” è stato investito da un’auto, una Bmw nera che travolto 6 soldati del trentacinquesimo reggimento fanteria che stavano pattugliando la zona di Place de Verdun. Il bilancio parla di 6 feriti, di cui tre in modo grave ricoverati all’ospedale militare di Percy-Clamart. Nessuno però è in pericolo di vita.

Nel pomeriggio la polizia, grazie alla simulazione di un ingorgo del traffico sull’A16 e dopo uno scontro a fuoco nel quale un altro agente è stato ferito a una gamba, ha fermato Hammou B., un algerino di 37 anni con precedenti penali ignoto ai servizi che potrebbe non aver agito da solo (i militari cercano dei complici). L’inchiesta è stata affidata alla procura antiterrorismo francese: per gli inquirenti “nessuna pista è esclusa: un atto terroristico, il gesto di uno squilibrato o un semplice incidente stradale”. Ipotesi, quest’ultima, ampiamente scartata dal primo cittadino di Levallois-Perret, Patrick Balkany. “È un atto indubbiamente deliberato”, ha detto intervistato da BFM-TV. Il motivo? “Non si entra qui facilmente, bisogna conoscere il posto”, ha precisato Balkany: la strada in cui l’auto ha investito i militari infatti è un vicolo cieco e la vettura l’avrebbe percorsa contromano. Non a caso, anche il dipartimento di polizia di Hauts-de-Seine ha parlato di “un atto a priori volontario”. “Questo nuovo attacco deve ricordarci due cose: che le forze dell’ordine sono il fulcro della nostra sicurezza, ma anche dei bersagli, e che il nostro Paese affronta un livello di minaccia che resta attuale”, ha dichiarato il primo ministro Édouard Philippe nel suo discorso in Parlamento.

A proposito dello stato di emergenza in vigore nel Paese, Philippe ha confermato l’intenzione di revocare tale misura. “È uno stato transitorio – ha chiarito –. Per preparare questa uscita, abbiamo proposto un progetto di legge che mira a rafforzare la sicurezza e la lotta contro il terrorismo”. L’attentato a Levallois-Perret ha provocato la dura reazione di Marine Le Pen. “In questo contesto – ha tuonato la leader del Front National – è inammissibile che il governo diminuisca in maniera drastica il budget della Difesa. È arrivato il momento di affrontare il problema del terrorismo islamico alla radice”. Lo scontro continua.

  • honhil

    Sui migranti, anzi sui clandestini, che della marea africana sono oltre il novanta per cento, Saviano, tutti i santi giorni che Dio manda sulla Terra, punzecchia Salvini. Ricevendone di ritorno un’altrettanta carrettata di uguale moneta. Mettersi tra i due non ha senso. Tuttavia una domanda è lecita. Se, secondo lo scrittore, Salvini vuole attirare la canaglia razzista, Saviano a quale canaglia liscia il pelo? Intanto, l’imprevisto da tempo s’ è affacciato sulle strade dei paesi e delle piccole e grandi città dello Stivale dato che gli immigrati sono diventati dei veri e propri branchi di lupi non organizzati, in rivolta continua. E appena nasceranno i capibranco, sarà guerra senza quartiere. Né Plauto né Hobbes erano riusciti a vedere così lontano, ma, per come si sono messe le cose in questa triste Europa, l’homo homini lupus è ritornato ed ha già preso possesso delle strade e delle piazze italiche.