Genio e follia, riecco De André. Sullo schermo il racconto più intimo del cantautore. L’esordio con due serate al cinema, poi anche in Tv

Fuori dagli schemi sin dall’infanzia. La vita di quel genio di Fabrizio De André è piena di sregolatezza. Quella che l’ha portato a confrontarsi con tanti mondi culturali, sociali e politici che poi hanno influenzato inevitabilmente il suo percorso di uomo e di cantante. Un personaggio unico che ora rivive prima al cinema e poi in televisione. Appuntamento unico nell’evento speciale del 23-24 gennaio e programmato in 300 sale cinematografiche in tutta Italia con Fabrizio De Andrè. Principe Libero (regia di Luca Facchini). L’appuntamento su Rai1, invece, è in una doppia serata 13-14 febbraio.

Una vicenda unica – Compito delicatissimo per Luca Marinelli che sarà Faber nel grande evento. Un racconto scandito dalla musica attraverso le canzoni di De André, poesie vere e proprie, che Marinelli ha inciso personalmente insieme a una band dal vivo. Si comincia dalla passione per la chitarra, per passare ai contrasti in famiglia. E, ancora,  gli amori, i figli, i primi concerti, al periodo del sequestro in Sardegna (quattro mesi nel 1979) condiviso con Dori Ghezzi (sua compagna a quel tempo e diventata nel 1989 sua moglie), interpretata da Valentina Bellè. “Questo film piacerà a chi ha conosciuto davvero Fabrizio”, ha affermato Dori Ghezzi, “perché lo ritroverà, mentre chi se lo è soltanto immaginato si sentirà quasi tradito”. Nel cast della produzione Rai Fiction e Bibi Film anche Elena Radonicich, nel ruolo di Enrica Rignon detta Puny, la prima moglie del cantautore genovese, Ennio Fantastichini che vestirà i panni del padre Giuseppe De André e Gianluca Gobbi che sarà Paolo Villaggio, amico d’infanzia del giovane Faber con il quale ci furono le prime esibizioni teatrali agli albori della carriera. “È una biografia diversa dal solito”, ha sottolineato Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction, “È una rilettura e non documentario. Le canzoni sono al centro del progetto, ci hanno portato a scegliere i fatti da narrare”. Al grande successo fanno da contraltare i momenti bui che hanno accompagnato la carriera dell’artista. Dall’ansia che precedeva le esibizioni dal vivo, all’abuso di alcool diventato una dipendenza vinta purtroppo molto tardi. Perché De Andrè è stato questo: genio e sregolatezza. Gioie e dolori. I veri momenti di gioia per Faber sono stati quelli condivisi con gli ultimi. Dagli emarginati agli ubriaconi, per finire alle prostitute evocate in tanti dei suoi successi musicali. Va in scena il racconto di quarant’anni di vita di De André vissuti nella continua ricerca e lotta per la propria libertà: personale e professionale.

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