Giovani coppie, infedeli per forza. Il 44 per cento dei novelli sposi tradisce il coniuge. Ricerca Eurispes mostra come cambiano le relazioni tra i giovani

di Chiara Barberis
Società

Tutto gira intorno al sesso, perché il sesso tira su, ma bisogna farlo spesso, non esistono i tabù, cantano i Neri per caso. Ed è questo ciò che emerge, per l’appunto, da un fresco studio dell’Eurispes. Brutte notizie per gli ultimi romantici da rose rosse e granitica convinzione della fedeltà nel matrimonio perché, ahinoi, il 44% dei novelli sposi tradisce il coniuge. Chissà, magari vittima di un colpo di fulmine in viaggio di nozze oppure con uno dei testimoni dietro l’altare.

Fatto sta che sarebbe forse più intuibile, per non dire giustificabile, aspettarsi le tanto famose corna dopo anni e anni di ménage familiare, come reazione alla faticosa routine quotidiana. E invece no. I giovani di oggi non aspettano, cercano la situazione croccante, lo stimolo, la trasgressione, il brivido. Fin da subito. E lo fanno fuori dalla stabilità e con la fede al dito. Sesso o amore? Due cose ben distinte, pare. Magari l’amore, quello vero, viene poeticamente dedicato ad un’irraggiungibile anima gemella pura ed angelicata su modello della dantesca Beatrice, custode del focolare domestico e porto sicuro, mentre l’opinione comune relega la passione carnale e travolgente alle meno formali relazioni adultere che ardono nel fuoco dell’inferno insieme a Paolo e Francesca.

Cosa spinge i giovani a questo prematuro tradimento? La noia, i continui input sociali, l’essere connessi h24, le centinaia di tentazioni che scorrono sotto gli occhi senza sosta. La facilità estrema di tutto questo e la superficialità con cui si fanno velocemente anche passi importanti, senza la disposizione a sacrificarsi o tantomeno a rinunciare o resistere a qualcosa: chi può dirlo?

D’altro canto, si sa, l’essere umano è un animale sociale e da tale si comporta. Inaffidabile e tendenzialmente infedele. Una motivazione degna del più abile giratore di frittate è che lo si fa per “testare” il partner, per riconfermarlo e sceglierlo ogni volta. Un altro dei dati emersi dalla ricerca degno di nota tocca una corda molto cara ai giovani d’oggi: gli “scopamici”, friends with benefits, amici “di letto”, che dir si voglia. Vanno fortissimo, ma cosa si potrebbe volere di più in effetti? Rappresentano il rapporto ideale: tutto il positivo di una storia, però senza nulla del negativo (responsabilità, impegni, fedeltà, litigi, gelosie e via dicendo).

Ma siccome non è sempre domenica, la cosa di solito non dura molto. Perché uno dei due intraprende una storia seria per altri lidi oppure inizia a pretendere “di più” dall’altro che non ne vuole sapere e normalmente si allontana e friendzona senza troppa delicatezza il cuore infranto. Insomma, questi poveri ragazzi vivono un dissidio interiore che li lacera, tra ragione e sentimento, per dirlo con Jane Austen e nell’attesa di risolverlo danno libero sfogo alle pulsioni, quando ne hanno la possibilità, anche scopando (nel senso di pulire!) per casa. Loro e degli altri.