Giù la maschera dell’apparenza. Tre atti al teatro Quirino con “Il piacere dell’onestà”. Una commedia centenaria oggi più attuale che mai

dalla Redazione
Cultura

Tre atti di applausi per “Il piacere dell’onestà” con la regia di Liliana Cavani. Buona la prima al Teatro Quirino, nella serata di ieri, per la commedia di Luigi Pirandello. Lo spettacolo sarà in scena fino al prossimo 22 aprile. A salire sul palco, tra gli altri, Geppy Gleijeses, Vanessa Gravina, Leandro Amato, Maximilian Nisi, Tatiana Winteler, Giancarlo Condè, Brunella De Feudis. La regista Cavani è tornata, così, a guidare Gleijeses dopo il gran successo ottenuto con “Filumena Marturano”.

“Il piacere dell’onestà”, scritto del 1917, sarebbe un bel messaggio per la società ipocrita e disonesta di questi tempi. È un testo breve, ma non semplice e dalla trama molto intricata, che tratta di temi di carattere esistenziale, come quelli della differenza tra l’essere e l’apparire o tra la “maschera” e chi si è veramente. Come già in “Pensaci Giacomino” e in “Ma non è una cosa seria” Pirandello usa l’espediente del falso matrimonio su cui si confrontano personaggi costretti a togliersi la maschera dietro la quale hanno ingannato loro stessi e gli altri. Si rivela così il vero volto della varia umanità dei protagonisti. Chi finora era apparso al sommario giudizio degli altri un disonesto a cui affidare un’azione infame si rivela invece una persona rispettabile e chi agli occhi dei buoni borghesi godeva di alta considerazione, un marchese di alto lignaggio, si manifesta per quello che è: un uomo infido e mediocre nelle azioni e nei sentimenti. Pur essendo stato scritta oltre cento anni fa , la commedia si rivela più attuale che mai evidenziando una società che tiene a distanza gli onesti perché sostanzialmente li teme perché diversi dalla massa. E come già fatto in altre commedie Pirandello utilizza l’espediente del falso matrimonio per far confrontare personaggi costretti a togliere la maschera e non ingannare più se stessi e gli altri.

Un po’ di storia – La commedia di Pirandello fu rappresentata per la prima volta il 27 novembre 1917 al Teatro Carignano di Torino, con protagonisti Ruggeri e la Vergani. In quell’occasione Gramsci scrisse: “C’è nelle sue commedie uno sforzo di pensiero astratto che tende a concretarsi sempre in rappresentazione, e quando riesce, dà frutti insoliti nel teatro italiano, d’una plasticità e d’una evidenza fantastica mirabile. Così avviene nei tre atti del Piacere dell’onestà”.

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