Gli amici di Martina fanno festa. Porte aperte e contratti all’Ismea per i collaboratori dell’ex ministro, ora reggente del Pd

di Stefano Sansonetti

La parolina magica è Ismea, Istituto di servizi per il mercato agricolo e alimentare. Il suo compito principale, e strategico, è quello di fornire garanzie creditizie e finanziarie alle imprese agricole. Il tutto, come si può facilmente dedurre dalla materia, sotto l’egida del ministero delle politiche agricole, si qui retto da Maurizio Martina, attuale reggente del disastrato Partito democratico. Proprio in Ismea, negli ultimi tempi, ha trovato una bella sistemazione uno dei più stretti collaboratori dell’ormai ex ministro, ovvero il vicecapo di gabinetto Vito Domenico Sciancalepore. Funzionario del ministero dal 2008 (prima all’ispettorato repressione frodi, poi all’ufficio legislativo), come emerge dal curriculum è stato presidente dell’Organismo interno di valutazione del dicastero, per poi svolgere nel corso degli anni numerose consulenze per enti pubblici (e non) come il Centro sperimentale di cinematografia, l’Autorità Anticorruzione e il Consiglio nazionale di notariato. A fine 2017, poi, ha partecipato a una procedura di selezione bandita dall’Ismea per un posto di dirigente di II fascia (“funzioni giuridiche”), prevalendo su altri sette candidati. Insomma, per lui un bel salto di qualità, perfezionatosi nel gennaio del 2018 (a Governo ormai archiviato).

GLI ALTRI
Così come un salto di qualità, nel 2017, era stato fatto anche dal presidente di Ismea, Enrico Corali, asceso all’incarico sempre quando Martina era sulla tolda di comando. Di estrazione bergamasca come l’ex ministro (di Trescore Balneario il primo, di Calcinate il secondo), Corali qualche mese fa è entrato pure nel consiglio di amministrazione della multiutility energetica A2A, controllata dai Comuni di Milano e Brescia. Tra l’altro, indipendentemente dalla poltrona in A2A, Corali aveva avuto modo di cementare il suo legame con Martina ricoprendo il ruolo di consigliere giuridico-economico al ministero delle politiche agricole, prima della progressione all’Ismea. Di sicuro all’interno dell’istituto una figura di riferimento è quella del direttore generale, Raffaele Borriello, in carica dal 2014 (da quando Martina è diventato ministro). E’ stato Borriello, per dire, a firmare la procedura di selezione per un posto da dirigente Ismea poi vinta da Sciancalepore, come detto già vicecapo di gabinetto dell’attuale reggente del Pd.

IL PERCORSO
Ma Borriello è uomo di lunghissimo corso al ministero e in generale all’interno delle relazioni politiche. Basti pensare che, ai tempi di Gianni Alemanno sindaco di Roma (nonché altro ex inquilino del dicastero di via XX Settembre), ricopriva la carica di direttore esecutivo del Campidoglio. Successivamente ha continuato a mantenere ruoli alle Politiche agricole anche con Nunzia De Girolamo ministro. Tra le altre cose, come si evince dal sito dell’Ismea, Borriello è direttore generale dell’istituto con un contratto a tempo indeterminato. Una rarità, se vogliamo, all’interno della poliedrica macchina della Pubblica amministrazione italiana. Proprio di recente, infine, La Notizia ha ricordato un’altra curiosità del mondo dei collaboratori di Martina al ministero delle Politiche agricole: la portavoce, Caterina Perniconi, nel solo 2016 ha svolto missioni istituzionali (viaggi e simili) per 28.700 euro. Una cifra di tutto rispetto, ben superiore a quella resasi necessaria per sostenere i viaggi del consigliere diplomatico dell’ex ministro dell’agricoltura.

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