Governo, Berlusconi boccia l’asse Salvini-Di Maio: “Sarebbe un ircocervo”. Il leader della Lega: “Bisogna mettersi al tavolo con tutti, anche col M5s”

dalla Redazione
Politica

Silvio Berlusconi boccia un governo guidato da Matteo Salvini e Luigi Di Maio. “Sarebbe un ircocervo – dice il leader di Forza Italia al Corriere della Sera – l’animale mitologico spesso citato dai filosofi antichi come esempio di assurdità, perché in esso convivono caratteri opposti e inconciliabili. E poi perché Salvini dovrebbe fare il socio di minoranza di un governo Cinque Stelle? Non credo che l’elettorato di Centrodestra lo perdonerebbe”.

“Matteo è persona intelligente – rincara la dose il Cavaliere in una riflessione affidata a Repubblica – sa benissimo che senza di noi è il leader di un partito del 17%, che va ad allearsi con un altro che vale il doppio. Che vantaggio avrebbe nel fare lo junior partner di Di Maio? E poi vi immaginate gli elettori leghisti, i piccoli imprenditori e gli artigiani del Nord Est, che accettano Di Maio premier o qualcuno con caratteristiche simili? Io non voglio che accada questo, non è nei miei progetti. Voglio che Matteo provi a governare. Con noi, e con chi ci sta. Abbiamo vinto le elezioni, perché dovremmo regalare una vittoria ai nostri avversari?”.

“Dico che il Centrodestra è compatto e resterà compatto anche in seguito. E che il premier spetta al Centrodestra”, risponde Salvini in un’intervista al Messaggero: “Si parte dal programma del centrodestra, ma non potendo governare da soli, perché al momento non abbiamo numeri sufficienti, siamo disposti ad ampliare e a modificare il nostro programma, tutelandone la coerenza. Non sono uno che s’impunta”. Anche se, precisa il segretario del Carroccio, “bisogna mettersi al tavolo con tutti, e certamente anche col M5s”.

Con Di Maio, ha precisato Salvini, “abbiamo lavorato insieme, perché venissero eletti alle presidenze” di Camera e Senato Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati, ma “quella del Governo è un’altra partita”. Parlando del Mezzogiorno, sottolinea che “la tassa unica al 15 per cento è richiesta ovunque da tanti imprenditori, ma gli effetti più forti li avrebbe al Sud, sul turismo, sull’agricoltura. E tante aziende anche straniere, con una tassazione ridotta, potrebbero andare in questa parte d’Italia. Col M5s, proprio sul Sud ci dovremo chiarire bene”, e soprattutto – ha proseguito Salvini – “non servono regalie ma garanzie che permettono di rientrare nel mondo del lavoro. Più assistenza, ben finalizzata, occorre nel Mezzogiorno e non assistenzialismo”.

“Noi abbiamo dimostrato di essere aperti a tutti per il bene del Paese purché il dialogo e il confronto restino incentrati sulle priorità dei cittadini e non delle forze politiche: taglio delle tasse, superamento della legge Fornero, welfare per le famiglie, lotta alla disoccupazione giovanile. Salvini ha dimostrato di essere una persona che sa mantenere la parola data”, aveva detto ieri al Corriere della Sera il leader del M5s, Luigi Di Maio.