A Piazza Affari partenza in rosso. Tensione alle stelle sui mercati dopo la manovra varata dal Governo. Profondo rosso per i titoli bancari. Lo spread schizza fino a 280 punti. E arriva la solita minaccia dall’Europa

dalla Redazione
Economia

La reazione che si prevedeva dai mercati è puntualmente arrivata. Con l’apertura in profondo rosso delle Borse in risposta alla manovra varata ieri sera dal Governo. Tutto come previsto, ma niente paura nonostante a Piazza Affari gli indici siano andati giù.

L’avvio in Piazza Affari è stato negativo con il primo indice Ftse Mib che ha fatto segnare una perdita dell’1,01%, l’Ftse It All-Share un calo dello 0,96%. Anche peggio col passare dei minuti visto che qualche minuto dopo le 9 il calo si è ampliato in Piazza Affari con l’indice Ftse Mib arrivato a perdere il 2,2%.

Disastrosi gli indicatori per le banche con Intesa e Unicredit che cedono oltre il 5% e tutto il settore del credito sotto la pioggia di vendite in parallelo a quella che sta colpendo i titoli di Stato italiani. Il rendimento del Btp a 10 anni sale infatti di oltre 20 punti base e lo spread con la Germania ha toccato subito quota 260 punti. Per salire a 280 alle ore 12.

Puntuale è arrivata anche la strigliata europea affidata al pensiero del commissario agli affari economici Pierre Moscovici ospite della tv francese Bfm: “Voglio continuare il dialogo con le autorità italiane, dicendo che rispettare le regole non è per noi, ma è per loro, perché quando un Paese si indebita, si impoverisce. Se gli italiani continuano a indebitarsi, cosa succede? Il tasso di interesse aumenta, il servizio del debito diventa maggiore. Gli italiani non devono sbagliarsi: ogni euro in più per il debito è un euro in meno per le autostrade, per la scuola, per la giustizia sociale”.

IL RIEPILOGO CONCLUSIVO DELLA GIORNATA IN BORSA